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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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		<title>Бытие глава 32</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 17:57:17 +0200</pubDate>
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				Giacobbe continuò il suo cammino, e gli si fecero incontro degli angeli di Dio.
				E come Giacobbe li vide, disse: "Questo è il campo di Dio"; e pose nome a quel luogo Mahanaim.
				Giacobbe mandò davanti a sé dei messi a Esaù suo fratello, nel paese di Seir, nella campagna di Edom.
				E dette loro questordine: "Direte così ad Esaù, mio signore: Così dice il tuo servo Giacobbe: Io ho soggiornato presso Labano, e vi sono rimasto fino ad ora;
				ho buoi, asini, pecore, servi e serve; e lo mando a dire al mio signore, per trovar grazia agli occhi tuoi".
				E i messi tornarono a Giacobbe, dicendo: "Siamo andati dal tuo fratello Esaù, ed eccolo che ti viene incontro con quattrocento uomini".
				Allora Giacobbe fu preso da gran paura ed angosciato; divise in due schiere la gente chera con lui, i greggi, gli armenti, i cammelli, e disse:
				"Se Esaù viene contro una delle schiere e la batte, la schiera che rimane potrà salvarsi".
				Poi Giacobbe disse: "O Dio dAbrahamo mio padre, Dio di mio padre Isacco! O Eterno, che mi dicesti: Torna al tuo paese e al tuo parentado e ti farò del bene,
				io son troppo piccolo per esser degno di tutte le benignità che hai usate e di tutta la fedeltà che hai dimostrata al tuo servo; poiché io passai questo Giordano col mio bastone, e ora son divenuto due schiere.
				Liberami, ti prego, dalle mani di mio fratello, dalle mani di Esaù; perché io ho paura di lui e temo che venga e mi dia addosso, non risparmiando né madre né bambini.
				E tu dicesti: Certo, io ti farò del bene, e farò diventare la tua progenie come la rena del mare, la quale non si può contare da tanta che ce nè".
				Ed egli passò quivi quella notte; e di quello che avea sotto mano prese di che fare un dono al suo fratello Esaù:
				duecento capre e venti capri, duecento pecore e venti montoni,
				trenta cammelle allattanti coi loro parti, quaranta vacche e dieci tori, venti asine e dieci puledri.
				E li consegnò ai suoi servi, gregge per gregge separatamente, e disse ai suoi servi: "Passate dinanzi a me, e fate che vi sia qualche intervallo fra gregge e gregge".
				E dette questordine al primo: "Quando il mio fratello Esaù tincontrerà e ti chiederà: Di chi sei? dove vai? a chi appartiene questo gregge che va dinanzi a te?
				tu risponderai: Al tuo servo Giacobbe, è un dono inviato al mio signore Esaù; ed ecco, egli stesso vien dietro a noi".
				E dette lo stesso ordine al secondo, al terzo, e a tutti quelli che seguivano i greggi, dicendo: "In questo modo parlerete a Esaù, quando lo troverete,
				e direte: "Ecco il tuo servo Giacobbe, che viene egli stesso dietro a noi". Perché diceva: "Io lo placherò col dono che mi precede, e, dopo, vedrò la sua faccia; forse, mi farà buona accoglienza".
				Così il dono andò innanzi a lui, ed egli passò la notte nellaccampamento.
				E si levò, quella notte, prese le sue due mogli, le sue due serve, i suoi undici figliuoli, e passò il guado di Iabbok.
				Li prese, fece loro passare il torrente, e lo fece passare a tutto quello che possedeva.
				Giacobbe rimase solo, e un uomo lottò con lui fino allapparir dellalba.
				E quando questuomo vide che non lo poteva vincere, gli toccò la commessura dellanca; e la commessura dellanca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui.
				E luomo disse: "Lasciami andare, ché spunta lalba". E Giacobbe: "Non ti lascerò andare prima che tu mabbia benedetto!"
				E laltro gli disse: Qual è il tuo nome?" Ed egli rispose: "Giacobbe".
				E quello disse: "Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, poiché tu hai lottato con Dio e con gli uomini, ed hai vinto".
				E Giacobbe gli chiese: "Deh, palesami il tuo nome". E quello rispose: "Perché mi chiedi il mio nome?"
				E lo benedisse quivi. E Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, "perché," disse, "ho veduto Iddio a faccia a faccia, e la mia vita è stata risparmiata".
				Il sole si levava comegli ebbe passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dellanca.
				Per questo, fino al dì doggi, glIsraeliti non mangiano il nervo della coscia che passa per la ommessura dellanca, perché quelluomo avea toccato la commessura dellanca di Giacobbe, al punto del nervo della coscia.
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