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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>2-я Царств глава 15</description>
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		<title>2-я Царств глава 15</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 05:01:29 +0200</pubDate>
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				Or dopo queste cose, Absalom si procurò un cocchio, de cavalli, e cinquanta uomini che correvano dinanzi a lui.
				Absalom si levava la mattina presto, e si metteva da un lato della via che menava alle porte della città; e quando qualcuno, avendo un processo, si recava dal re per chieder giustizia, Absalom lo chiamava, e gli diceva: "Di qual città sei tu?" Laltro gli rispondeva: "Il tuo servo è di tale e tale tribù dIsraele".
				Allora Absalom gli diceva: "Vedi, la tua causa e buona e giusta, ma non vè chi sia delegato dal re per sentirti".
				E Absalom aggiungeva: "Oh se facessero me giudice del paese! Chiunque avesse un processo o un affare verrebbe da me, e io gli farei giustizia".
				E quando uno gli saccostava per prostrarglisi dinanzi, ei gli porgeva la mano, labbracciava e lo baciava.
				Absalom faceva così con tutti quelli dIsraele che venivano dal re per chieder giustizia; e in questo modo Absalom rubò il cuore alla gente dIsraele.
				Or avvenne che, in capo a quattro anni Absalom disse al re: "Ti prego, lasciami andare ad Hebron a sciogliere un voto che feci allEterno.
				Poiché, durante la sua dimora a Gheshur, in Siria, il tuo servo fece un voto, dicendo: Se lEterno mi riconduce a Gerusalemme, io servirò lEterno!"
				Il re gli disse: "Va in pace!" E quegli si levò e andò a Hebron.
				Intanto Absalom mandò degli emissari per tutte le tribù dIsraele, a dire: "Quando udrete il suon della tromba, direte: Absalom è proclamato re a Hebron".
				E con Absalom partirono da Gerusalemme duecento uomini, i quali, essendo stati invitati, partirono in tutta la loro semplicità, senza saper nulla.
				Absalom, mentre offriva i sacrifizi, mandò a chiamare Ahitofel, il Ghilonita, consigliere di Davide, perché venisse dalla sua città di Ghilo. La congiura divenne potente, e il popolo andava vie più crescendo di numero attorno ad Absalom.
				Or venne a Davide un messo, che disse: "Il cuore degli uomini dIsraele sè vòlto verso Absalom".
				Allora Davide disse a tutti i suoi servi cheran con lui a Gerusalemme: "Levatevi, fuggiamo; altrimenti, nessun di noi scamperà dalle mani di Absalom. Affrettatevi a partire, affinché con rapida marcia, non ci sorprenda, piombandoci rovinosamente addosso, e non colpisca la città mettendola a fil di spada".
				I servi del re gli dissero: "Ecco i tuoi servi, pronti a fare tutto quello che piacerà al re, nostro signore".
				Il re dunque partì, seguito da tutta la sua casa, e lasciò dieci concubine a custodire il palazzo.
				Il re partì, seguito da tutto il popolo, e si fermarono a Beth-Merhak.
				Tutti i servi del re camminavano al suo fianco; e tutti i Kerethei, tutti i Pelethei e tutti i Ghittei, che in seicento eran venuti da Gath, al suo séguito, camminavano davanti al re.
				Allora il re disse a Ittai di Gath: "Perché vuoi anche tu venir con noi? Torna indietro, e statti col re; oiché sei un forestiero, e per di più un esule dalla tua patria.
				Pur ieri tu arrivasti; e oggi ti farei io andar errando qua e là, con noi, mentre io stesso non so dove vado? Torna indietro, e riconduci teco i tuoi fratelli; e siano con te la misericordia e la fedeltà dellEterno!"
				Ma Ittai rispose al re, dicendo: "Comè vero che lEterno vive e che vive il re mio signore, in qualunque luogo sarà il re mio signore, per morire o per vivere, quivi sarà pure il tuo servo".
				E Davide disse ad Ittai: "Va, passa oltre!" Ed Ittai, il Ghitteo, passò oltre con tutta la sua gente e con tutti i fanciulli che eran con lui.
				E tutti quelli del paese piangevano ad alta voce, mentre tutto il popolo passava. Il re passò il torrente idron, e tutto il popolo passò, prendendo la via del deserto.
				Ed ecco venire anche Tsadok con tutti i Leviti, i quali portavano larca del patto di Dio. E mentre biathar saliva, essi posarono larca di Dio, finché tutto il popolo non ebbe finito di uscir dalla città.
				E il re disse a Tsadok: "Riporta in città larca di Dio! Se io trovo grazia agli occhi dellEterno, egli mi farà tornare, e mi farà vedere larca e la dimora di lui;
				ma se dice: Io non ti gradisco eccomi; faccia egli di me quello che gli parrà".
				Il re disse ancora al sacerdote Tsadok: "Capisci? Torna in pace in città con i due vostri figliuoli: Ahimaats, tuo figliuolo, e Gionathan, figliuolo di Abiathar.
				Guardate, io aspetterò nelle pianure del deserto, finché mi sia recata qualche notizia da parte vostra".
				Così Tsadok ed Abiathar riportarono a Gerusalemme larca di Dio, e dimorarono quivi.
				E Davide saliva il monte degli Ulivi; saliva piangendo, e camminava col capo coperto e a piedi scalzi; tutta la gente chera con lui aveva il capo coperto, e, salendo, piangeva.
				Qualcuno venne a dire a Davide: "Ahitofel è con Absalom tra i congiurati". E Davide disse: "Deh, o terno, rendi vani i consigli di Ahitofel!"
				E come Davide fu giunto in vetta al monte, al luogo dove si adora Dio, ecco farglisi incontro Hushai, Arkita, con la tunica stracciata ed il capo coperto di polvere.
				Davide gli disse: "Se tu passi oltre con me mi sarai di peso;
				ma se torni in città e dici ad Absalom: Io sarò tuo servo, o re; come fui servo di tuo padre nel passato, così sarò adesso servo tuo, tu dissiperai a mio pro i consigli di Ahitofel.
				E non avrai tu quivi teco i sacerdoti Tsadok ed Abiathar? Tutto quello che sentirai dire della casa del re, lo farai sapere ai sacerdoti Tsadok ed Abiathar.
				E siccome essi hanno seco i loro due figliuoli, Ahimaats figliuolo di Tsadok e Gionathan figliuolo di biathar, per mezzo di loro mi farete sapere tutto quello che avrete sentito".
				Così Hushai, amico di Davide, tornò in città, e Absalom entrò in Gerusalemme.
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