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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>2-я Царств глава 16</description>
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		<title>2-я Царств глава 16</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 06:42:44 +0200</pubDate>
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				Or quando Davide ebbe di poco varcato la cima del monte, ecco che Tsiba, servo di Mefibosheth, gli si fece incontro con un paio dasini sellati e carichi di duecento pani, cento masse duva secca, cento di frutta destate e un otre di vino.
				Il re disse a Tsiba: "Che vuoi tu fare di coteste cose?" Tsiba rispose: "Gli asini serviranno di cavalcatura alla casa del re; il pane e i frutti destate sono per nutrire i giovani, e il vino è perché ne bevan quelli che saranno stanchi nel deserto".
				Il re disse: "E dovè il figliuolo del tuo signore?" Tsiba rispose al re: "Ecco, è rimasto a Gerusalemme, perché ha detto: Oggi la casa dIsraele mi renderà il regno di mio padre".
				Il re disse a Tsiba: "Tutto quello che appartiene a Mefibosheth è tuo". Tsiba replicò: "Io mi prostro dinanzi a te! Possa io trovar grazia agli occhi tuoi, o re, mio signore!"
				E quando il re Davide fu giunto a Bahurim, ecco uscir di là un uomo, imparentato con la famiglia di aul, per nome Scimei, figliuolo di Ghera. Egli veniva innanzi proferendo maledizioni
				e gettando sassi contro Davide, e contro tutti i servi del re Davide, mentre tutto il popolo e tutti gli uomini di valore stavano alla destra e alla sinistra del re.
				Scimei, maledicendo Davide, diceva così: "Vattene, vattene, uomo sanguinario, scellerato!
				LEterno fa ricadere sul tuo capo tutto il sangue della casa di Saul, in luogo del quale tu hai regnato; e lEterno ha dato il regno nelle mani di Absalom, tuo figliuolo; ed eccoti nelle sciagure che ti sei meritato, perché sei un uomo sanguinario".
				Allora Abishai, figliuolo di Tseruia, disse al re: "Perché questo can morto osa egli maledire il re, mio signore? Ti prego, lasciami andare a troncargli la testa!"
				Ma il re rispose: "Che ho io da far con voi, figliuoli di Tseruia? Sei maledice, è perché lEterno gli ha detto: Maledici Davide! E chi oserà dire: Perché fai così?"
				Poi Davide disse ad Abishai e a tutti i suoi i servi: "Ecco, il mio figliuolo, uscito dalle mie viscere, cerca di togliermi la vita! Quanto più lo può fare ora questo Beniaminita! Lasciate chei maledica, giacché glielo ha ordinato lEterno.
				Forse lEterno avrà riguardo alla mia afflizione, e mi farà del bene in cambio delle maledizioni doggi".
				Davide e la sua gente continuarono il loro cammino; e Scimei camminava sul fianco del monte, dirimpetto a Davide, e cammin facendo lo malediva, gli tirava de sassi e buttava della polvere.
				Il re e tutta la gente chera con lui arrivarono ad Aiefim e quivi ripresero fiato.
				Or Absalom e tutto il popolo, gli uomini dIsraele, erano entrati in Gerusalemme; ed Ahitofel era con lui.
				E quando Hushai, lArkita, lamico di Davide, fu giunto presso Absalom, gli disse: "Viva il re! Viva il re!"
				Ed Absalom disse a Hushai: "È questa dunque laffezione che hai pel tuo amico? Perché non sei tu andato col tuo amico?"
				Hushai rispose ad Absalom: "No; io sarò di colui che lEterno e questo popolo e tutti gli uomini dIsraele hanno scelto, e con lui rimarrò.
				E poi, di chi sarò io servo? Non lo sarò io del suo figliuolo? Come ho servito tuo padre, così servirò e".
				Allora Absalom disse ad Ahitofel: "Consigliate quello che dobbiam fare".
				Ahitofel rispose ad Absalom: "Entra dalle concubine di tuo padre, lasciate da lui a custodia della casa; e quando tutto Israele saprà che ti sei reso odioso a tuo padre, il coraggio di quelli che son per te, sarà fortificato".
				Fu dunque rizzata una tenda sulla terrazza per Absalom, ed Absalom entrò dalle concubine di suo padre, a vista di tutto Israele.
				Or in que giorni, un consiglio dato da Ahitofel era come una parola data da Dio a uno che lo avesse consultato. Così era di tutti i consigli di Ahitofel, tanto per Davide quanto per Absalom.
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