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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>3-я Царств глава 3</description>
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		<title>3-я Царств глава 3</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 10:13:37 +0200</pubDate>
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				Or Salomone simparentò con Faraone, re di Egitto. Sposò la figliuola di Faraone, e la menò nella città di Davide, finché avesse finito di edificare la sua casa, la casa dellEterno e le mura di cinta di Gerusalemme.
				Intanto il popolo non offriva sacrifizi che sugli alti luoghi, perché fino a que giorni non era stata edificata casa al nome dellEterno.
				E Salomone amava lEterno e seguiva i precetti di Davide suo padre; soltanto offriva sacrifizi e profumi sugli alti luoghi.
				Il re si recò a Gabaon per offrirvi sacrifizi, perché quello era il principale fra gli alti luoghi; e su quellaltare Salomone offerse mille olocausti.
				A Gabaon, lEterno apparve di notte, in sogno, a Salomone. E Dio gli disse: "Chiedi quello che vuoi chio ti dia".
				Salomone rispose: "Tu hai trattato con gran benevolenza il tuo servo Davide, mio padre, perchegli camminava dinanzi a te con fedeltà, con giustizia, con rettitudine di cuore a tuo riguardo; tu gli hai conservata questa gran benevolenza, e gli hai dato un figliuolo che siede sul trono di lui, come oggi avviene.
				Ora, o Eterno, o mio Dio, tu hai fatto regnar me, tuo servo, in luogo di Davide mio padre, e io non sono che un giovanetto, e non so come condurmi;
				e il tuo servo è in mezzo al popolo che tu hai scelto, popolo numeroso, che non può esser contato né calcolato, tanto è grande.
				Da dunque al tuo servo un cuore intelligente ondegli possa amministrar la giustizia per il tuo popolo e discernere il bene dal male; poiché chi mai potrebbe amministrar la giustizia per questo tuo popolo che è così numeroso?"
				Piacque al Signore che Salomone gli avesse fatta una tale richiesta.
				E Dio gli disse: "Giacché tu hai domandato questo, e non hai chiesto per te lunga vita, né ricchezze, né la morte de tuoi nemici, ma hai chiesto intelligenza per poter discernere ciò chè giusto,
				ecco, io faccio secondo la tua parola; e ti do un cuor savio e intelligente, in guisa che nessuno è stato imile a te per lo innanzi, e nessuno sorgerà simile a te in appresso.
				E oltre a questo io ti do quello che non hai domandato: ricchezze e gloria; talmente, che non vi sarà durante tutta la tua vita alcuno fra i re che possa esserti paragonato.
				E se cammini nelle mie vie osservando le mie leggi e i miei comandamenti, come fece Davide tuo padre, io prolungherò i tuoi giorni".
				Salomone si svegliò, ed ecco era un sogno; tornò a Gerusalemme, si presentò davanti allarca del patto del Signore, e offerse olocausti, sacrifizi di azioni di grazie e fece un convito a tutti i suoi servi.
				Allora due meretrici vennero a presentarsi davanti al re.
				Una delle due disse: "Permetti, Signor mio! Io e questa donna abitavamo nella medesima casa, e io partorii nella camera dovella pure stava.
				E il terzo giorno dopo che ebbi partorito io, questa donna partorì anchella; noi stavamo insieme, e non vera da noi alcun estraneo; non ceravamo che noi due in casa.
				Ora, la notte passata, il bimbo di questa donna morì, perchella gli sera coricata addosso.
				Ed essa, alzatasi nel cuor della notte, prese il mio figliuolo daccanto a me, mentre la tua serva dormiva, e lo pose a giacere sul suo seno, e sul mio seno pose il suo figliuolo morto.
				E quando malzai la mattina per far poppare il mio figlio, ecco chera morto; ma, mirandolo meglio a giorno chiaro, maccorsi che non era il mio figlio chio avea partorito".
				Laltra donna disse: "No, il vivo è il figliuolo mio, e il morto è il tuo". Ma la prima replicò: "No, invece, il morto è il figliuolo tuo, e il vivo è il mio". Così altercavano in presenza del re.
				Allora il re disse: "Una dice: Questo chè vivo è il figliuolo mio, e quello chè morto è il tuo; e laltra dice: No, invece, il morto e il figliuolo tuo, e il vivo e il mio".
				Il re soggiunse: "Portatemi una spada!" E portarono una spada davanti al re.
				E il re disse: "Dividete il bambino vivo in due parti, e datene la metà alluna, e la metà allaltra".
				Allora la donna di cui era il bambino vivo, sentendosi commuover le viscere per amore del suo figliuolo, disse al re: "Deh! Signor mio, date a lei il bambino vivo, e non luccidete, no!" Ma laltra diceva: "Non sia né mio né tuo; si divida!"
				Allora il re, rispondendo, disse: "Date a quella il bambino vivo, e non luccidete; la madre del bimbo è lei!"
				E tutto Israele udì parlare del giudizio che il re avea pronunziato, e temettero il re perché vedevano che la sapienza di Dio era in lui per amministrare la giustizia.
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