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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>4-я Царств глава 19</description>
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		<title>4-я Царств глава 19</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 12:57:23 +0200</pubDate>
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				Quando il re Ezechia ebbe udite queste cose, si stracciò le vesti, si coprì dun sacco, ed entrò nella casa dellEterno.
				E mandò Eliakim, prefetto del palazzo, Scebna il segretario, e i più vecchi tra i sacerdoti, coperti di sacchi, dal profeta Isaia, figliuolo di Amots.
				Essi gli dissero: "Così parla Ezechia: Questo è giorno dangoscia, di castigo, dobbrobrio; poiché i figliuoli stan per uscire dal seno materno, ma la forza manca per partorirli.
				Forse lEterno, il tuo Dio, ha udite tutte le parole di Rabshaké, che il re dAssiria, suo signore, ha mandato ad oltraggiare lIddio vivente; e, forse, lEterno, il tuo Dio, punirà le parole che ha udite. Rivolgigli dunque una preghiera a pro del resto del popolo che sussiste ancora!"
				I servi del re Ezechia si recaron dunque da Isaia.
				Ed Isaia disse loro: "Ecco quel che direte al vostro signore: Così dice lEterno: Non ti spaventare per le parole che hai udite, con le quali i servi del re dAssiria mhanno oltraggiato.
				Ecco, io metterò in lui uno spirito tale che, alludire una certa notizia, egli tornerà al suo paese; ed io lo farò cadere di spada nel suo paese".
				Rabshaké tornò al re dAssiria, e lo trovò che assediava Libna; poiché egli avea saputo che il suo signore era partito da Lakis.
				Or Sennacherib ricevette notizie di Tirhaka, re dEtiopia, che dicevano: "Ecco, egli sè mosso per darti battaglia"; perciò inviò di nuovo dei messi ad Ezechia, dicendo loro:
				"Direte così ad Ezechia, re di Giuda: Il tuo Dio, nel quale confidi, non tinganni dicendo: Gerusalemme non sarà data nelle mani del re dAssiria.
				Ecco, tu hai udito quello che i re dAssiria hanno fatto a tutti i paesi, e come li hanno distrutti; e tu scamperesti?
				Gli dèi delle nazioni che i miei padri distrussero, gli dèi di Gozan, di Haran, di Retsef, dei figliuoli di den cherano a Telassar, valsero eglino a liberarle?
				Dovè il re di Hamath, il re dArpad, e il re della città di Sefarvaim, di Hena e dIvva?"
				Ezechia, ricevuta la lettera per le mani dei messi, la lesse; poi salì alla casa dellEterno, e la spiegò davanti allEterno;
				e davanti allEterno pregò in questo modo: "O Eterno, Dio dIsraele, che siedi sopra i cherubini, tu, tu solo sei lIddio di tutti i regni della terra; tu hai fatti i cieli e la terra.
				O Eterno, porgi lorecchio tuo, e ascolta! o Eterno, apri gli occhi tuoi, e guarda! Ascolta le parole di ennacherib, che ha mandato questuomo per insultare lIddio vivente!
				E vero, o Eterno: i re dAssiria hanno desolato le nazioni e i loro paesi,
				e han gettati nel fuoco i loro dèi; perché quelli non erano dèi; erano opera delle mani degli uomini; ran legno e pietra; ed essi li hanno distrutti.
				Ma ora, o Eterno, o Dio nostro, salvaci, te ne supplico, dalle mani di costui, affinché tutti i regni della terra conoscano che tu solo, o Eterno, sei Dio!"
				Allora Isaia, figliuolo di Amots, mandò a dire ad Ezechia: "Così parla lEterno, lIddio dIsraele: Ho udito la preghiera che mi hai rivolta riguardo a Sennacherib, re dAssiria.
				Questa è la parola che lEterno ha pronunziata contro di lui: "La vergine figliuola di Sion ti sprezza, si fa beffe di te; la figliuola di Gerusalemme scrolla il capo dietro a te.
				Chi hai tu insultato ed oltraggiato? Contro chi hai tu alzata la voce e levati in alto gli occhi tuoi? Contro il Santo dIsraele!
				Per bocca de tuoi messi tu hai insultato il Signore, e hai detto: Con la moltitudine de miei carri io son salito in vetta alle montagne, son penetrato nei recessi del Libano; io abbatterò i suoi cedri più alti, i suoi cipressi più belli, e arriverò al suo più remoto ricovero, alla sua più magnifica foresta.
				Io ho scavato e ho bevuto delle acque straniere; con la pianta de miei piedi prosciugherò tutti i fiumi dEgitto.
				Non hai udito? Da lungo tempo ho preparato questo: dai tempi antichi ne ho formato il disegno; ed ora ho fatto sì che si compia: che tu riduca città forti in monti di ruine.
				I loro abitanti, privi di forza, sono spaventati e confusi; son come lerba de campi, come il verde tenero de prati, come lerbetta che nasce sui tetti, come grano riarso prima che formi la spiga.
				Ma io so quando ti siedi, quandesci, quandentri, e quando tinfurii contro di me.
				E per codesto tuo infuriare contro di me e perché la tua arroganza è giunta alle mie orecchie, io ti metterò il mio anello nelle narici, il mio morso in bocca, e ti rimenerò indietro per la via che hai fatta, venendo".
				E questo, o Ezechia, ti servirà di segno: Questanno si mangerà il frutto del grano caduto; il secondo anno, quello che crescerà da sé; ma il terzo anno, seminerete e mieterete; pianterete vigne, e ne mangerete il frutto.
				E ciò che resterà della casa di Giuda e scamperà, continuerà a mettere radici allingiù e a portar frutto in alto;
				poiché da Gerusalemme uscirà un residuo, e dal monte Sion uscirà quel che sarà scampato. Questo farà lo zelo ardente dellEterno degli eserciti!
				Perciò così parla lEterno riguardo al re dAssiria: Egli non entrerà in questa città, e non vi lancerà freccia; non le si farà innanzi con scudi, e non eleverà trincee contro ad essa.
				Ei se ne tornerà per la via ondè venuto, e non entrerà in questa città, dice lEterno.
				Io proteggerò questa città affin di salvarla, per amor di me stesso e per amor di Davide, mio servo".
				E quella stessa notte avvenne che langelo dellEterno uscì e colpì nel campo degli Assiri centottantacinquemila uomini; e quando la gente si levò la mattina, ecco, eran tutti cadaveri.
				Allora Sennacherib re dAssiria levò il campo, partì e se ne tornò a Ninive, dove rimase.
				E avvenne che, mentregli stava adorando nella casa del suo dio Nisroc, i suoi figliuoli Adrammelec e Saretser lo uccisero a colpi di spada, e si rifugiarono nel paese di Ararat. Esarhaddon, suo figliuolo, regnò in luogo suo.
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