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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>4-я Царств глава 23</description>
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		<title>4-я Царств глава 23</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 19:32:43 +0200</pubDate>
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				Allora il re mandò a far raunare presso di sé tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme.
				E il re salì alla casa dellEterno, con tutti gli uomini di Giuda, tutti gli abitanti di Gerusalemme, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo, piccoli e grandi, e lesse in loro presenza tutte le parole del libro del patto, chera stato trovato nella casa dellEterno.
				Il re, stando in piedi sul palco, stabilì un patto dinanzi allEterno, impegnandosi di seguire lEterno, dosservare i suoi comandamenti, i suoi precetti e le sue leggi con tutto il cuore e con tutta lanima, per mettere in pratica le parole di questo patto, scritte in quel libro. E tutto il popolo acconsentì al patto.
				E il re ordinò al sommo sacerdote Hilkia, ai sacerdoti del secondo ordine e ai custodi della soglia di trar fuori del tempio dellEterno tutti gli arredi che erano stati fatti per Baal, per Astarte e per tutto lesercito celeste, e li arse fuori di Gerusalemme nei campi del Kidron, e ne portò le ceneri a Bethel.
				E destituì i sacerdoti idolatri che i re di Giuda aveano istituito per offrir profumi negli alti luoghi nelle città di Giuda e nei dintorni di Gerusalemme, e quelli pure che offrivan profumi a Baal, al sole, alla luna, ai segni dello zodiaco, e a tutto lesercito del cielo.
				Trasse fuori dalla casa dellEterno lidolo dAstarte, che trasportò fuori di Gerusalemme verso il torrente Kidron; larse presso il torrente Kidron, lo ridusse in cenere, e ne gettò la cenere sui sepolcri della gente del popolo.
				Demolì le case di quelli che si prostituivano, le quali si trovavano nella casa dellEterno, e dove le donne tessevano delle tende per Astarte.
				Fece venire tutti i sacerdoti dalle città di Giuda, contaminò gli alti luoghi dove i sacerdoti aveano offerto profumi, da Gheba a Beer-Sceba, e abbatté gli alti luoghi delle porte: quello chera allingresso della porta di Giosuè, governatore della città, e quello chera a sinistra della porta della città.
				Or que sacerdoti degli alti luoghi non salivano a sacrificare sullaltare dellEterno a Gerusalemme; angiavan però pane azzimo in mezzo ai loro fratelli.
				Contaminò Tofeth, nella valle dei figliuoli di Hinnom, affinché nessuno facesse più passare per il fuoco il suo figliuolo o la sua figliuola in onore di Molec.
				Non permise più che i cavalli consacrati al sole dai re di Giuda entrassero nella casa dellEterno, nellabitazione delleunuco Nethan-Melec, chera nel recinto del tempio; e diede alle fiamme i carri del sole.
				Il re demolì gli altari cherano sulla terrazza della camera superiore di Achaz, e che i re di Giuda aveano fatti, e gli altari che avea fatti Manasse nei due cortili della casa dellEterno; e, dopo averli fatti a pezzi e tolti di là, ne gettò la polvere nel torrente Kidron.
				E il re contaminò gli alti luoghi cherano dirimpetto a Gerusalemme, a destra del monte della perdizione, e che Salomone re dIsraele aveva eretti in onore di Astarte, labominazione dei Sidoni, di Kemosh, labominazione di Moab, e di Milcom, labominazione dei figliuoli dAmmon.
				E spezzò le statue, abbatté glidoli dAstarte, e riempì que luoghi dossa umane.
				Abbatté pure laltare che era a Bethel, e lalto luogo, fatto da Geroboamo, figliuolo di Nebat, il quale avea fatto peccare Israele: arse lalto luogo e lo ridusse in polvere, ed arse lidolo dAstarte.
				Or Giosia, voltatosi, scòrse i sepolcri cheran quivi sul monte, e mandò a trarre le ossa fuori da quei sepolcri, e le arse sullaltare, contaminandolo, secondo la parola dellEterno pronunziata dalluomo di Dio, che aveva annunziate queste cose.
				Poi disse: "Che monumento è quello chio vedo là?" La gente della città gli rispose: "E il sepolcro delluomo di Dio che venne da Giuda, e che proclamò contro laltare di Bethel queste cose che tu hai fatte".
				Egli disse: "Lasciatelo stare; nessuno muova le sue ossa!" Così le sue ossa furon conservate con le ossa del profeta chera venuto da Samaria.
				Giosia fece anche sparire tutte le case degli alti luoghi che erano nella città di Samaria e che i re dIsraele aveano fatte per provocare ad ira lEterno, e fece di essi esattamente quel che avea fatto di quei di Bethel.
				Immolò sugli altari tutti i sacerdoti degli alti luoghi che eran colà, e su quegli altari bruciò ossa umane. Poi tornò a Gerusalemme.
				Il re diede a tutto il popolo questordine: "Fate la Pasqua in onore dellEterno, del vostro Dio, secondo che sta scritto in questo libro del patto".
				Poiché Pasqua simile non era stata fatta dal tempo de giudici che avean governato Israele, e per tutto il tempo dei re dIsraele e dei re di Giuda;
				ma nel diciottesimo anno del re Giosia cotesta Pasqua fu fatta, in onor dellEterno, a Gerusalemme.
				Giosia fe pure sparire quelli che evocavano gli spiriti e quelli che predicevano lavvenire, le divinità familiari, glidoli e tutte le abominazioni che si vedevano nel paese di Giuda e a Gerusalemme, affin di mettere in pratica le parole della legge, scritte nel libro che il sacerdote Hilkia avea trovato nella casa dellEterno.
				E prima di Giosia non cè stato re che come lui si sia convertito allEterno con tutto il suo cuore, con tutta lanima sua e con tutta la sua forza, seguendo in tutto la legge di Mosè; e, dopo di lui, non nè sorto alcuno di simile.
				Tuttavia lEterno non desistette dallardore della grandira ondera infiammato contro Giuda, a motivo di tutti gli oltraggi coi quali Manasse lo avea provocato ad ira.
				E lEterno disse: "Anche Giuda io torrò dinnanzi al mio cospetto come nho tolto Israele; e rigetterò erusalemme, la città chio mero scelta, e la casa della quale avevo detto: Là sarà il mio nome".
				Il rimanente delle azioni di Giosia, tutto quello che fece, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda.
				A tempo suo, Faraone Neco, re dEgitto, salì contro il re dAssiria, verso il fiume Eufrate. Il re Giosia gli marciò contro, e Faraone, al primo incontro, luccise a Meghiddo.
				I suoi servi lo menaron via morto sopra un carro, e lo trasportarono da Meghiddo a Gerusalemme, dove lo seppellirono nel suo sepolcro. E il popolo del paese prese Joachaz, figliuolo di Giosia, lo unse, e lo ece re in luogo di suo padre.
				Joachaz avea ventitre anni quando cominciò a regnare, e regnò tre mesi a Gerusalemme. Il nome di ua madre era Hamutal, figliuola di Geremia da Libna.
				Egli fece ciò chè male agli occhi del lEterno, in tutto e per tutto come avean fatto i suoi padri.
				Faraone Neco lo mise in catene a Ribla, nel paese di Hamath, perché non regnasse più a Gerusalemme; impose al paese unindennità di cento talenti dargento e di un talento doro.
				E Faraone Neco fece re Eliakim, figliuolo di Giosia, in luogo di Giosia suo padre, e gli mutò il nome in quello di Joiakim; e, preso Joachaz, lo menò in Egitto, dove morì.
				Joiakim diede a Faraone largento e loro; ma, per pagare quel danaro secondo lordine di Faraone, tassò il paese; e, imponendo a ciascuno una certa tassa, cavò dal popolo del paese largento e loro da dare a Faraone Neco.
				Joiakim avea venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò undici anni a Gerusalemme. Il nome di sua madre era Zebudda, figliuola di Pedaia da Ruma.
				Egli fece ciò chè male agli occhi dellEterno, in tutto e per tutto come aveano fatto i suoi padri.
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