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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>4-я Царств глава 6</description>
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		<title>4-я Царств глава 6</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 17:01:11 +0200</pubDate>
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				I discepoli dei profeti dissero ad Eliseo: "Ecco, il luogo dove noi ci raduniamo in tua presenza è troppo angusto per noi.
				Lasciaci andare fino al Giordano; ciascun di noi prenderà là una trave, e ci farem quivi un luogo dove ci possiam radunare". Eliseo rispose: "Andate".
				E un di loro disse: "Abbi, ti prego, la compiacenza di venire anche tu coi tuoi servi". Egli rispose: Verrò".
				E così andò con loro. Giunti che furono al Giordano, si misero a tagliar legna.
				E come lun dessi abbatteva una trave, il ferro della scure gli cadde nellacqua; ondegli cominciò a gridare: "Ah, signor mio! E lavevo presa ad imprestito!"
				Luomo di Dio disse: "Dovè caduta?" E colui gli additò il luogo. Allora Eliseo tagliò un pezzo di legno, lo gettò in quel medesimo luogo, fece venire a galla il ferro, e disse: "Prendilo".
				E quegli stese la mano e lo prese.
				Ora il re di Siria faceva guerra contro Israele; e in un consiglio che tenne coi suoi servi, disse: "Io porrò il mio campo nel tale e tal luogo".
				E luomo di Dio mandò a dire al re dIsraele: "Guardati dal trascurare quel tal luogo, perché vi stan calando i Siri".
				E il re dIsraele mandò gente verso il luogo che luomo di Dio gli aveva detto, e circa il quale lavea premunito; e quivi si mise in guardia. Il fatto avvenne non una né due ma più volte.
				Questa cosa turbò molto il cuore del re di Siria, che chiamò i suoi servi, e disse loro: "Non mi farete dunque sapere chi dei nostri e per il re dIsraele?"
				Uno de suoi servi rispose: "Nessuno, o re, mio signore! ma Eliseo, il profeta chè in Israele, fa sapere al re dIsraele perfino le parole che tu dici nella camera ove dormi".
				E il re disse: "Andate, vedete dovè, ed io, lo manderò a pigliare". Gli fu riferito chera a Dothan.
				Ed il re vi mandò cavalli, carri e gran numero di soldati, i quali giunsero di nottetempo, e circondarono la città.
				Il servitore delluomo di Dio, alzatosi di buon mattino, uscì fuori, ed ecco che un gran numero di soldati con cavalli e carri accerchiava la città. E il servo disse alluomo di Dio: "Ah, signor mio, come faremo?"
				Quegli rispose: "Non temere, perché quelli che son con noi son più numerosi di quelli che son con loro".
				Ed Eliseo pregò e disse: "O Eterno, ti prego, aprigli gli occhi, affinché vegga!" E lEterno aperse gli occhi del servo, che vide a un tratto il monte pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno ad Eliseo.
				E come i Siri scendevano verso Eliseo, questi pregò lEterno e disse: "Ti prego, accieca cotesta gente!" E lEterno laccecò, secondo la parola dEliseo.
				Allora Eliseo disse loro: "Non è questa la strada, e non è questa la città; venitemi appresso ed io vi condurrò alluomo che voi cercate". E li menò a Samaria.
				Quando furono entrati in Samaria, Eliseo disse: "O Eterno, apri loro gli occhi, affinché veggano". LEterno aperse loro gli occhi, e a un tratto videro che si trovavano nel mezzo di Samaria.
				E il re dIsraele, come li ebbe veduti, disse ad Eliseo: "Padre mio, li debbo colpire? li debbo colpire?"
				Eliseo rispose: "Non li colpire! Colpisci tu forse quelli che fai prigionieri con la tua spada e col tuo arco? Metti loro davanti del pane e dellacqua, affinché mangino e bevano, e se ne tornino al loro signore".
				Il re dIsraele preparò loro gran copia di cibi; e quandebbero mangiato e bevuto, li licenziò, e quelli tornarono al loro signore; e le bande dei Siri non vennero più a fare incursioni sul territorio di Israele.
				Or dopo queste cose avvenne che Ben-Hadad, re di Siria, radunato tutto il suo esercito, salì contro amaria, e la cinse dassedio.
				E vi fu una gran carestia in Samaria; e i Siri la strinsero tanto dappresso che una tesa dasino vi si vendeva ottanta sicli dargento, e il quarto dun kab di sterco di colombi, cinque sicli dargento.
				Or come il re dIsraele passava sulle mura, una donna gli gridò: "Aiutami, o re, mio signore!"
				Il re le disse: "Se non taiuta lEterno, come posso aiutarti io? Con quel che dà laia o con quel che dà lo strettoio?"
				Poi il re aggiunse: "Che hai?" Ella rispose: "Questa donna mi disse: Da qua il tuo figliuolo, che lo mangiamo oggi; domani mangeremo il mio.
				Così cocemmo il mio figliuolo, e lo mangiammo. Il giorno seguente io le dissi: Da qua il tuo figliuolo, che lo mangiamo. Ma essa ha nascosto il suo figliuolo".
				Quando il re ebbe udite le parole della donna, si stracciò le vesti; e come passava sulle mura, il popolo vide chegli portava, sotto, un cilicio sulla carne.
				E il re disse: "Mi tratti Iddio con tutto il suo rigore, se oggi la testa di Eliseo, figliuolo di Shafat, rimane ancora sulle sue spalle!"
				Or Eliseo se ne stava sedendo in casa sua, e con lui stavano a sedere gli anziani. Il re mandò innanzi un uomo; ma prima che questo messo giungesse, Eliseo disse agli anziani: "Lo vedete voi che questo figliuol dun assassino manda qualcuno a tagliarmi la testa? Badate bene; quandarriva il messo, chiudete la orta, e tenetegliela ben chiusa in faccia. Non si sente già dietro a lui il rumore de passi del suo signore?"
				Egli parlava ancora con essi, quandecco scendere verso di lui il messo. E il re disse: "Ecco, questo male vien dallEterno; che ho io più da sperar dallEterno?"
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