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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>1-я Паралипоменон глава 21</description>
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		<title>1-я Паралипоменон глава 21</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 17:56:20 +0200</pubDate>
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				Or Satana si levò contro Israele, e incitò Davide a fare il censimento dIsraele.
				E Davide disse a Joab e ai capi del popolo: "Andate, fate il censimento deglIsraeliti da Beer-Sceba fino a Dan; e venite a riferirmene il risultato, perchio ne sappia il numero".
				Joab rispose: "LEterno renda il suo popolo cento volte più numeroso di quello che è! Ma, o re, mio signore, non sono eglino tutti servi del mio signore? Perché il mio signore domanda egli questo? Perché render così Israele colpevole?"
				Ma lordine del re prevalse contro Joab. Joab dunque partì, percorse tutto Israele, poi tornò a erusalemme.
				E Joab rimise a Davide la cifra del censimento del popolo: cerano in tutto Israele un milione e centomila uomini atti a portare le armi; e in Giuda quattrocento settantamila uomini atti a portar le armi.
				Or Joab non avea fatto il censimento di Levi e di Beniamino come degli altri, perché lordine del re era per lui abominevole.
				Questa cosa dispiacque a Dio, che perciò colpì Israele.
				E Davide disse a Dio: "Io ho gravemente peccato in questo che ho fatto; ma ora, ti prego, perdona liniquità del tuo servo, perché io ho agito con grande stoltezza".
				E lEterno parlò così a Gad, il veggente di Davide:
				"Va, e parla a Davide in questo modo: Così dice lEterno: Io ti propongo tre cose; sceglitene una, e quella ti farò".
				Gad andò dunque da Davide, e gli disse: "Così dice lEterno: Scegli quello che vuoi:
				o tre anni di carestia, o tre mesi durante i quali i tuoi avversari facciano scempio di te e ti raggiunga la spada dei tuoi nemici, ovvero tre giorni di spada dellEterno, ossia di peste nel paese, durante i quali langelo dellEterno porterà la distruzione in tutto il territorio dIsraele. Or dunque vedi che cosa io debba rispondere a colui che mi ha mandato".
				E Davide disse a Gad: "Io sono in una grande angoscia! Ebbene, chio cada nelle mani dellEterno, giacché le sue compassioni sono immense; ma chio non cada nelle mani degli uomini!"
				Così lEterno mandò la peste in Israele; e caddero settantamila persone dIsraele.
				E Dio mandò un angelo a Gerusalemme per distruggerla; e come questi si disponeva a distruggerla, lEterno gettò su di lei lo sguardo, si pentì della calamità che avea inflitta, e disse allangelo distruttore: Basta; ritieni ora la tua mano!" Or langelo dellEterno si trovava presso laia di Ornan, il Gebuseo.
				E Davide, alzando gli occhi, vide langelo dellEterno che stava fra terra e cielo, avendo in mano una spada sguainata, vòlta contro Gerusalemme. Allora Davide e gli anziani, coperti di sacchi, si gettarono con la faccia a terra.
				E Davide disse a Dio: "Non sono io quegli che ordinai il censimento del popolo? Son io che ho peccato, e che ho agito con tanta malvagità; ma queste pecore che hanno fatto? Ti prego, o Eterno, o mio Dio, si volga la tua mano contro di me e contro la casa di mio padre, ma non contro il tuo popolo, per colpirlo col flagello!"
				Allora langelo dellEterno ordinò a Gad di dire a Davide che salisse ad erigere un altare allEterno nellaia di Ornan, il Gebuseo.
				E Davide salì, secondo la parola che Gad avea pronunziata nel nome dellEterno.
				Ornan, voltandosi, vide langelo; e i suoi quattro figliuoli cheran con lui si nascosero. Ornan stava battendo il grano.
				E come Davide giunse presso Ornan, Ornan guardò, e vide Davide; e, uscito dallaia, si prostrò dinanzi a Davide, con la faccia a terra.
				Allora Davide disse ad Ornan: "Dammi il sito di questaia, perchio vi eriga un altare allEterno; ammelo per tutto il prezzo che vale, affinché la piaga cessi dinfierire sul popolo".
				Ornan disse a Davide: "Prenditelo; e il re, mio signore, faccia quello che par bene agli occhi suoi; guarda, io ti do i buoi per gli olocausti, le macchine da trebbiare per legna, e il grano per loblazione; tutto ti do".
				Ma il re Davide disse ad Ornan: "No, io comprerò da te queste cose per il loro intero prezzo; giacché io non prenderò per lEterno ciò chè tuo, né offrirò un olocausto che non mi costi nulla".
				E Davide diede ad Ornan come prezzo del luogo il peso di seicento sicli doro;
				poi edificò quivi un altare allEterno, offrì olocausti e sacrifizi di azioni di grazie, e invocò lEterno, il quale gli rispose mediante il fuoco, che discese dal cielo sullaltare dellolocausto.
				Poi lEterno comandò allangelo di rimettere la spada nel fodero.
				In quel tempo Davide, vedendo che lEterno lo aveva esaudito nellaia dOrnan, il Gebuseo, vi offriva dei sacrifizi.
				Il tabernacolo dellEterno che Mosè avea costruito nel deserto e laltare degli olocausti si trovavano allora sullalto luogo di Gabaon.
				E Davide non poteva andare davanti a quellaltare a cercare Iddio, per lo spavento che gli avea cagionato la spada dellangelo dellEterno.
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