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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Ездра глава 4</description>
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		<title>Ездра глава 4</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 18:39:25 +0200</pubDate>
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				Or i nemici di Giuda e di Beniamino, avendo saputo che quelli cherano stati in cattività edificavano un tempio allEterno, allIddio dIsraele,
				savvicinarono a Zorobabel ed ai capi famiglia, e dissero loro: "Noi edificheremo con voi, giacché, come voi, noi cerchiamo il vostro Dio, e gli offriamo de sacrifizi dal tempo di Esar-Haddon, re dAssiria, che ci fece salir qui".
				Ma Zorobabel, Jeshua, e gli altri capi famiglia dIsraele risposero loro: "Non spetta a voi ed a noi insieme di edificare una casa al nostro Dio; noi soli la edificheremo allEterno, allIddio dIsraele, come Ciro, re di Persia, ce lha comandato".
				Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda, a molestarlo per impedirgli di fabbricare,
				e a comprare de consiglieri per frustrare il suo divisamento; e questo durò per tutta la vita di Ciro, re di ersia, e fino al regno di Dario, re di Persia.
				Sotto il regno dAssuero, al principio del suo regno, scrissero unaccusa contro gli abitanti di Giuda e di Gerusalemme.
				Poi, al tempo dArtaserse, Bishlam, Mithredath, Tabeel e gli altri loro colleghi scrissero ad Artaserse, re di Persia. La lettera era scritta in caratteri aramaici e tradotta in aramaico.
				Rehum il governatore e Scimshai il segretario scrissero una lettera contro Gerusalemme al re Artaserse, in questi termini:
				La data. "Rehum il governatore, Scimshai il segretario, e gli altri loro colleghi di Din, dAfarsathac, di arpel, dAfaras, dErec, di Babilonia, di Shushan, di Deha, dElam,
				e gli altri popoli che il grande e illustre Osnapar ha trasportati e stabiliti nella città di Samaria, e gli altri che stanno di là dal fiume" ecc.
				Ecco la copia della lettera che inviarono al re Artaserse: "I tuoi servi, la gente doltre il fiume, ecc.
				Sappia il re che i Giudei che son partiti da te e giunti fra noi a Gerusalemme, riedificano la città ribelle e malvagia, ne rialzano le mura e ne restaurano le fondamenta.
				Sappia dunque il re che, se questa città si riedifica e se le sue mura si rialzano, essi non pagheranno più né tributo né imposta né pedaggio, e il tesoro dei re navrà a soffrire.
				Or siccome noi mangiamo il sale del palazzo e non ci sembra conveniente lo stare a vedere il danno del re, mandiamo al re questa informazione.
				Si facciano delle ricerche nel libro delle memorie de tuoi padri; e nel libro delle memorie troverai e pprenderai che questa città è una città ribelle, perniciosa a re ed a province, e che fin da tempi antichi vi si son fatte delle sedizioni; per queste ragioni, la città è stata distrutta.
				Noi facciamo sapere al re che, se questa città si riedifica e le sue mura si rialzano, tu non avrai più possessi da questo lato del fiume".
				Il re mandò questa risposta a Rehum il governatore, a Scimshai il segretario, e al resto dei loro colleghi che stavano a Samaria e altrove di là dal fiume: "Salute, ecc.
				La lettera che ci avete mandata, è stata esattamente letta in mia presenza;
				ed io ho dato ordine di far delle ricerche; e sè trovato che fin da tempi antichi cotesta città è insorta contro ai re e vi si son fatte delle sedizioni e delle rivolte.
				Vi sono stati a Gerusalemme dei re potenti, che signoreggiarono su tutto il paese chè di là dal fiume, e ai quali si pagavano tributi, imposte e pedaggi.
				Date dunque ordine che quella gente sospenda i lavori, e che cotesta città non si riedifichi prima che ordine ne sia dato da me.
				E badate di non esser negligenti in questo, onde il danno non venga a crescere in pregiudizio dei re".
				Non appena la copia della lettera del re Artaserse fu letta in presenza di Rehum, di Scimshai il segretario, e dei loro colleghi, essi andarono in fretta a Gerusalemme dai Giudei, e li obbligarono, a mano armata, a sospendere i lavori.
				Allora fu sospesa lopera della casa di Dio a Gerusalemme, e rimase sospesa fino al secondo anno del regno di Dario, re di Persia.
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