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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Неемия глава 13</description>
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		<title>Неемия глава 13</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 11:40:49 +0200</pubDate>
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				In quel tempo si lesse in presenza del popolo il libro di Mosè, e vi si trovò scritto che lAmmonita e il oabita non debbono mai in perpetuo entrare nella raunanza di Dio,
				perché non eran venuti incontro ai figliuoli dIsraele con del pane e dellacqua, e perché aveano rezzolato a loro danno Balaam, per maledirli; ma il nostro Iddio convertì la maledizione in benedizione.
				E quando il popolo ebbe udita la legge, separò da Israele ogni elemento straniero.
				Or prima di questo, il sacerdote Eliascib, chera preposto alle camere della casa del nostro Dio ed era parente di Tobia,
				avea messo a disposizione di questultimo una camera grande là dove, prima dallora, si riponevano le offerte, lincenso, gli utensili, la decima del grano, del vino e dellolio, tutto ciò che spettava per legge ai Leviti, ai cantori, ai portinai, e la parte che se ne prelevava per i sacerdoti.
				Ma quando si faceva tutto questo, io non ero a Gerusalemme; perché lanno trentaduesimo di Artaserse, re di Babilonia, ero tornato presso il re; e in capo a qualche tempo avendo ottenuto un congedo dal re,
				tornai a Gerusalemme, e maccorsi del male che Eliascib avea fatto per amor di Tobia, mettendo a sua disposizione una camera nei cortili della casa di Dio.
				La cosa mi dispiacque fortemente, e feci gettare fuori dalla camera tutte le masserizie appartenenti a obia;
				poi ordinai che si purificassero quelle camere, e vi feci ricollocare gli utensili della casa di Dio, le offerte e lincenso.
				Seppi pure che le porzioni dovute ai Leviti non erano state date, e che i Leviti e i cantori, incaricati del servizio, se neran fuggiti, ciascuno alla sua terra.
				E io censurai i magistrati, e dissi loro: "Perché la casa di Dio è ella stata abbandonata?" Poi radunai i eviti e i cantori e li ristabilii nei loro uffici.
				Allora tutto Giuda portò nei magazzini le decime del frumento, del vino e dellolio;
				e affidai la sorveglianza dei magazzini al sacerdote Scelemia, allo scriba Tsadok, e a Pedaia uno dei Leviti; ai quali aggiunsi Hanan, figliuolo di Zaccur, figliuolo di Mattania, perché erano reputati uomini fedeli. Il loro ufficio era di fare le repartizioni tra i loro fratelli.
				Ricordati per questo di me, o Dio mio, e non cancellare le opere pie che ho fatte per la casa del mio io e per il suo servizio!
				In que giorni osservai in Giuda di quelli che calcavano luva negli strettoi in giorno di sabato, altri che portavano, caricandolo sugli asini, del grano ed anche del vino, delluva, dei fichi, e ogni sorta di cose, che facean venire a Gerusalemme in giorno di sabato; ed io li rimproverai a motivo del giorno in cui vendevano le loro derrate.
				Cerano anche dei Siri, stabiliti a Gerusalemme, che portavano del pesce e ogni sorta di cose, e le vendevano ai figliuoli di Giuda in giorni di sabato, e in Gerusalemme.
				Allora io censurai i notabili di Giuda, e dissi loro: "Che vuol dire questa mala azione che fate, profanando il giorno del sabato?
				I nostri padri non fecero essi così? e lIddio nostro fece, per questo, cader su noi e su questa città tutti questi mali. E voi accrescete lira ardente contro ad Israele, profanando il sabato!"
				E non appena le porte di Gerusalemme cominciarono ad esser nellombra, prima del sabato, io ordinai che le porte fossero chiuse, e che non si riaprissero fino a dopo il sabato; e collocai alcuni de miei servi alle porte, affinché nessun carico entrasse in città durante il sabato.
				Così i mercanti e i venditori dogni sorta di cose una o due volte passarono la notte fuori di erusalemme.
				Allora io li rimproverai, e dissi loro: "Perché passate voi la notte davanti alle mura? Se lo rifate, vi farò arrestare". Da quel momento non vennero più il sabato.
				Io ordinai anche ai Leviti che si purificassero e venissero a custodire le porte per santificare il giorno del sabato. Anche per questo ricordati di me, o mio Dio, e abbi pietà di me secondo la grandezza della tua misericordia!
				In que giorni vidi pure dei Giudei che serano ammogliati con donne di Ashdod, di Ammon e di oab;
				e la metà dei loro figliuoli parlava lasdodeo, ma non sapeva parlare la lingua de Giudei; conosceva soltanto la lingua di questo o questaltro popolo.
				E io li censurai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli, e li feci giurare nel nome di Dio che non darebbero le loro figliuole ai figliuoli di costoro, e non prenderebbero le figliuole di coloro per i oro figliuoli né per loro stessi.
				E dissi: "Salomone, re dIsraele, non peccò egli forse appunto in questo? E, certo, fra le molte nazioni, non ci fu re simile a lui; era amato dal suo Dio, e Dio lavea fatto re di tutto Israele; nondimeno, le donne straniere fecero peccare anche lui.
				E savrà egli a dir di voi che commettete questo gran male, che siete infedeli al nostro Dio, prendendo mogli straniere?"
				Uno de figliuoli di Joiada, figliuolo di Eliascib, il sommo sacerdote, era genero di Samballat, lo oronita; e io lo cacciai lungi da me.
				Ricordati di loro, o mio Dio, poiché hanno contaminato il sacerdozio e il patto fermato dal sacerdozio e dai Leviti!
				Così purificai il popolo da ogni elemento straniero, e ristabilii i servizi vari de sacerdoti e de Leviti, assegnando a ciascuno il suo lavoro.
				Ordinai pure il da farsi circa lofferta delle legna ai tempi stabiliti, e circa le primizie. (13:32) Ricordati di me, mio Dio, per farmi del bene!
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