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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Неемия глава 6</description>
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		<title>Неемия глава 6</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 23:46:04 +0200</pubDate>
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				Or quando Samballat e Tobia e Ghescem, lArabo, e gli altri nostri nemici ebbero udito che io avevo riedificate le mura e che non cera più rimasta alcuna breccia quantunque allora io non avessi ancora messe le imposte alle porte
				Samballat e Ghescem mi mandarono a dire: "Vieni, e troviamoci assieme in uno dei villaggi della valle di Ono". Or essi pensavano a farmi del male.
				E io inviai loro dei messi per dire: "Io sto facendo un gran lavoro, e non posso scendere. Perché il lavoro rimarrebbegli sospeso mentrio lo lascerei per scendere da voi?"
				Essi mandarono quattro volte a dirmi la stessa cosa, e io risposi loro nello stesso modo.
				Allora Samballat mi mandò a dire la stessa cosa la quinta volta per mezzo del suo servo che aveva in mano una lettera aperta,
				nella quale stava scritto: "Corre voce fra queste genti, e Gashmu lafferma, che tu e i Giudei meditate di ribellarvi; e che perciò tu ricostruisci le mura; e, stando a quel che si dice, tu diventeresti loro re,
				e avresti perfino stabiliti de profeti per far la tua proclamazione a Gerusalemme, dicendo: Vè un re in iuda! Or questi discorsi saranno riferiti al re. Vieni dunque, e consultiamoci assieme".
				Ma io gli feci rispondere: "Le cose non stanno come tu dici, ma sei tu che le inventi!"
				Perché tutta quella gente ci voleva impaurire e diceva: "Le loro mani si rilasseranno e il lavoro non si farà più". Ma tu, o Dio, fortifica ora le mie mani!
				Ed io andai a casa di Scemaia, figliuolo di Delaia, figliuolo di Mehetabeel, che sera quivi rinchiuso; ed egli mi disse: "Troviamoci assieme nella casa di Dio, dentro al tempio, e chiudiamo le porte del tempio; poiché coloro verranno ad ucciderti, e verranno a ucciderti di notte".
				Ma io risposi: "Un uomo come me si dà egli alla fuga? E un uomo qual son io potrebbegli entrare nel tempio e vivere? No, io non ventrerò".
				E io compresi chei non era mandato da Dio, ma avea pronunziata quella profezia contro di me, perché obia e Samballat laveano pagato.
				E laveano pagato per impaurirmi e indurmi ad agire a quel modo e a peccare, affin di aver materia da farmi una cattiva riputazione e da coprirmi donta.
				O mio Dio, ricordati di Tobia, di Samballat, e di queste loro opere! Ricordati anche della profetessa oadia e degli altri profeti che han cercato di spaventarmi!
				Or le mura furon condotte a fine il venticinquesimo giorno di Elul, in cinquantadue giorni.
				E quando tutti i nostri nemici lebber saputo, tutte le nazioni circonvicine furon prese da timore, e restarono grandemente avvilite ai loro propri occhi perché riconobbero che questopera sera compiuta con laiuto del nostro Dio.
				In que giorni, anche de notabili di Giuda mandavano frequenti lettere a Tobia, e ne ricevevano da obia,
				giacché molti in Giuda gli eran legati per giuramento perchegli era genero di Scecania figliuolo di rah, e Johanan, suo figliuolo, avea sposata la figliuola di Meshullam, figliuolo di Berekia.
				Essi dicevan del bene di lui perfino in presenza mia, e gli riferivan le mie parole. E Tobia mandava lettere per impaurirmi.
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