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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Псалтирь глава 18</description>
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		<title>Псалтирь глава 18</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 21:36:17 +0200</pubDate>
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				Al Capo de musici. Di Davide, servo dellEterno, il quale rivolse allEterno le parole di questo cantico quando lEterno lebbe riscosso dalla mano di tutti i suoi nemici e dalla mano di Saul. Egli disse: Io tamo, o Eterno, mia forza!
				LEterno è la mia ròcca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto ricetto.
				Io invocai lEterno chè degno dogni lode e fui salvato dai miei nemici.
				I legami della morte maveano circondato e i torrenti della distruzione maveano spaventato.
				I legami del soggiorno de morti maveano attorniato, i lacci della morte maveano còlto.
				Nella mia distretta invocai lEterno e gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio e il mio grido pervenne a lui, ai suoi orecchi.
				Allora la terra fu scossa e tremò, i fondamenti de monti furono smossi e scrollati; perchegli era acceso dira.
				Un fumo saliva dalle sue nari; un fuoco consumante gli usciva dalla bocca, e ne procedevano carboni accesi.
				Egli abbassò i cieli e discese, avendo sotto i piedi una densa caligine.
				Cavalcava sopra un cherubino e volava; volava veloce sulle ali del vento;
				avea fatto delle tenebre la sua stanza nascosta, avea posto intorno a sé per suo padiglione loscurità dellacque, le dense nubi de cieli.
				Per lo splendore che lo precedeva, le dense nubi si sciolsero con gragnuola e con carboni accesi.
				LEterno tuonò ne cieli e lAltissimo diè fuori la sua voce con gragnuola e con carboni accesi.
				E avventò le sue saette e disperse i nemici; lanciò folgori in gran numero e li mise in rotta.
				Allora apparve il letto delle acque, e i fondamenti del mondo furono scoperti al tuo sgridare, o Eterno, al soffio del vento delle tue nari.
				Egli distese dallalto la mano e mi prese, mi trasse fuori delle grandi acque.
				Mi riscosse dal mio potente nemico, e da quelli che mi odiavano percheran più forti di me.
				Essi meran piombati addosso nel dì della mia calamità, ma lEterno fu il mio sostegno.
				Egli mi trasse fuori al largo, mi liberò, perché mi gradisce.
				LEterno mi ha retribuito secondo la mia giustizia, mi ha reso secondo la purità delle mie mani,
				poiché ho osservato le vie dellEterno e non mi sono empiamente sviato dal mio Dio.
				Poiché ho tenuto tutte le sue leggi davanti a me, e non ho rimosso da me i suoi statuti.
				E sono stato integro verso lui, e mi son guardato dalla mia iniquità.
				Ondè che lEterno mha reso secondo la mia giustizia, secondo la purità delle mie mani nel suo cospetto.
				Tu ti mostri pietoso verso il pio, integro verso luomo integro;
				ti mostri puro col puro e ti mostri astuto col perverso;
				poiché tu sei quel che salvi la gente afflitta e fai abbassare gli occhi alteri.
				Sì, tu sei quel che fa risplendere la mia lampada; lEterno, il mio Dio, è quel che illumina le mie tenebre.
				Con te io assalgo tutta una schiera e col mio Dio salgo sulle mura.
				La via di Dio è perfetta; la parola dellEterno e purgata col fuoco; egli è lo scudo di tutti quelli che sperano in lui.
				Poiché chi è Dio fuor dellEterno? E chi è Ròcca fuor del nostro Dio,
				lIddio che mi cinge di forza e rende la mia via perfetta?
				Egli rende i miei piedi simili a quelli delle cerve, e mi rende saldo sui miei alti luoghi;
				ammaestra le mie mani alla battaglia e le mie braccia tendono un arco di rame.
				Tu mhai anche dato lo scudo della tua salvezza, e la tua destra mha sostenuto, e la tua benignità mha fatto grande.
				Tu hai allargato la via ai miei passi; e i miei piedi non hanno vacillato.
				Io ho inseguito i miei nemici e li ho raggiunti; e non son tornato indietro prima daverli distrutti.
				Io li ho abbattuti e non son potuti risorgere; son caduti sotto i miei piedi.
				Tu mhai cinto di forza per la guerra; tu hai fatto piegare sotto di me i miei avversari;
				hai fatto voltar le spalle davanti a me ai miei nemici, e ho distrutto quelli che modiavano.
				Hanno gridato, ma non vi fu chi li salvasse; hanno gridato allEterno, ma egli non rispose loro.
				Io li ho tritati come polvere esposta al vento, li ho spazzati via come il fango delle strade.
				Tu mhai liberato dalle dissensioni del popolo, mhai costituito capo di nazioni; un popolo che non conoscevo mi e stato sottoposto.
				Al solo udir parlare di me, mhanno ubbidito; i figli degli stranieri mhanno reso omaggio.
				I figli degli stranieri son venuti meno, sono usciti tremanti dai loro ripari.
				Vive lEterno! Sia benedetta la mia ròcca! E sia esaltato lIddio della mia salvezza!
				lIddio che fa la mia vendetta e mi sottomette i popoli,
				che mi scampa dai miei nemici. Sì, tu mi sollevi sopra i miei avversari, mi riscuoti dalluomo violento.
				Perciò, o Eterno, ti loderò fra le nazioni, e salmeggerò al tuo nome.
				Grandi liberazioni egli accorda al suo re, ed usa benignità verso il suo Unto, verso Davide e la sua progenie in perpetuo.
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