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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Екклесиаст глава 2</description>
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		<title>Екклесиаст глава 2</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 01:25:54 +0200</pubDate>
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				Io ho detto in cuor mio: "Andiamo! Io ti voglio mettere alla prova con la gioia, e tu godrai il piacere!" Ed ecco che anche questo è vanità.
				Io ho detto del riso: "E una follia"; e della gioia: "A che giova?"
				Io presi in cuor mio la risoluzione di abbandonar la mia carne alle attrattive del vino, e, pur lasciando che il mio cuore mi guidasse saviamente, dattenermi alla follia, finchio vedessi ciò chè bene che gli uomini facciano sotto il cielo, durante il numero de giorni della loro vita.
				Io intrapresi de grandi lavori; mi edificai delle case; mi piantai delle vigne;
				mi feci de giardini e dei parchi, e vi piantai degli alberi fruttiferi dogni specie;
				mi costrussi degli stagni per adacquare con essi il bosco dove crescevano gli alberi;
				comprai servi e serve, ed ebbi de servi nati in casa; ebbi pure greggi ed armenti, in gran numero, più di tutti quelli cherano stati prima di me a Gerusalemme;
				accumulai argento, oro, e le ricchezze dei re e delle province; mi procurai dei cantanti e delle cantanti, e ciò che fa la delizia de figliuoli degli uomini, delle donne in gran numero.
				Così divenni grande, e sorpassai tutti quelli cherano stati prima di me a Gerusalemme; e la mia sapienza rimase pur sempre meco.
				Di tutto quello che i miei occhi desideravano io nulla rifiutai loro; non privai il cuore dalcuna gioia; oiché il mio cuore si rallegrava dogni mia fatica, ed è la ricompensa che mè toccata dogni mia fatica.
				Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatte, e la fatica che avevo durata a farle, ed ecco che tutto era vanità e un correr dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole.
				Allora mi misi ad esaminate la sapienza, la follia e la stoltezza. Che farà luomo che succederà al re? Quello chè già stato fatto.
				E vidi che la sapienza ha un vantaggio sulla stoltezza, come la luce ha un vantaggio sulle tenebre.
				Il savio ha gli occhi in testa, mentre lo stolto cammina nelle tenebre; ma ho riconosciuto pure che tutti e due hanno la medesima sorte.
				Ondio ho detto in cuor mio: "La sorte che tocca allo stolto toccherà anche a me; perché dunque essere stato così savio?" E ho detto in cuor mio che anche questo è vanità.
				Poiché tanto del savio quanto dello stolto non rimane ricordo eterno; giacché, nei giorni a venire, tutto sarà da tempo dimenticato. Pur troppo il savio muore, al pari dello stolto!
				Perciò io ho odiata la vita, perché tutto ciò che si fa sotto il sole mè divenuto odioso, poiché tutto è vanità e un correr dietro al vento.
				Ed ho odiata ogni fatica che ho durata sotto il sole, e di cui debbo lasciare il godimento a colui che verrà dopo di me.
				E chi sa segli sarà savio o stolto? Eppure sarà padrone di tutto il lavoro che io ho compiuto con fatica e con saviezza sotto il sole. Anche questo è vanità.
				Così sono arrivato a far perdere al mio cuore ogni speranza circa tutta la fatica che ho durato sotto il sole.
				Poiché, ecco un uomo che ha lavorato con saviezza, con intelligenza e con successo e lascia il frutto del suo lavoro in eredità a un altro, che non vha speso intorno alcuna fatica! Anche questo è vanità, e un male grande.
				Difatti, che profitto trae luomo da tutto il suo lavoro, dalle preoccupazioni del suo cuore, da tutto quel che gli è costato tanta fatica sotto il sole?
				Tutti i suoi giorni non sono che dolore, la sua occupazione non è che fastidio; perfino la notte il suo cuore non ha posa. Anche questo è vanità.
				Non vè nulla di meglio per luomo del mangiare, del bere, e del far godere allanima sua il benessere in mezzo alla fatica chei dura; ma anche questo ho veduto che viene dalla mano di Dio.
				Difatti, chi, senza di lui, può mangiare o godere?
				Poiché Iddio dà alluomo chegli gradisce, sapienza, intelligenza e gioia; ma al peccatore dà la cura di accogliere, daccumulare, per lasciar poi tutto a colui chè gradito agli occhi di Dio. Anche questo è vanità e un correre dietro al vento.
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