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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Исаия глава 17</description>
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		<title>Исаия глава 17</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 02:23:38 +0200</pubDate>
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				Oracolo contro Damasco. Ecco, Damasco è tolto dal numero delle città, e non sarà più che un ammasso di rovine.
				Le città dAroer sono abbandonate; son lasciate alle mandre che vi si riposano e niuno le spaventa.
				Non vi sarà più fortezza in Efraim né reame in Damasco; e del residuo di Siria avverrà quel chè avvenuto della gloria de figliuoli dIsraele, dice lEterno degli eserciti.
				In quel giorno, la gloria di Giacobbe sarà menomata, e la pinguedine del suo corpo dimagrerà.
				Avverrà come quando il mietitore raccoglie il grano, e col braccio falcia le spighe; avverrà come quando si raccolgon le spighe nella valle di Refaim.
				Vi rimarrà qualcosa da spigolare, come quando si scuote lulivo restan due o tre ulive nelle cime più alte, quattro o cinque nei rami più carichi, dice lEterno, lIddio dIsraele.
				In quel giorno, luomo volgerà lo sguardo verso il suo Creatore, e i suoi occhi guarderanno al Santo dIsraele;
				e non volgerà più lo sguardo verso gli altari, opera delle sue mani; e non guarderà più a quel che le sue dite han fatto, aglidoli dAstarte e alle colonne solari.
				In quel giorno, le sue città forti saranno abbandonate, come le foreste e le sommità dei monti furono abbandonate allavvicinarsi de figliuoli dIsraele: sarà una desolazione.
				Perché hai dimenticato lIddio della tua salvezza e non ti sei ricordato della ròcca della tua forza; tu ti sei fatto delle piantagioni piacevoli, e hai piantato de magliuoli stranieri.
				Il giorno che li piantasti li circondasti duna siepe, e ben presto facesti fiorire le tue piante: ma la raccolta ti sfugge nel dì dellangoscia, del disperato dolore.
				Oh che rumore di popoli numerosi! muggono, come muggono i mari.
				Che tumulto di nazioni! tumultuano come tumultuan le grandi acque. Ma Egli le minaccia, ed esse fuggon lontane, cacciate, come la pula de monti dal vento, come un turbine di polvere delluragano.
				Alla sera, ecco il terrore; prima del mattino, non son più. Ecco la parte di quei che ci spogliano, ecco la sorte di chi ci saccheggia!
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