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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<copyright>Все Христиане!</copyright>
	<description>Исаия глава 41</description>
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		<title>Исаия глава 41</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 22:22:13 +0200</pubDate>
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				Isole, fate silenzio dinanzi a me! Riprendano nuove forze i popoli, saccostino, e poi parlino! Veniamo assieme in giudizio!
				Chi ha suscitato dalloriente colui che la giustizia chiama sui suoi passi? Egli dà in balìa di lui le nazioni, e lo fa dominare sui re; egli riduce la loro spada in polvere, e il loro arco come pula portata via dal vento.
				Ei li insegue, e passa in trionfo per una via che i suoi piedi non hanno mai calcato.
				Chi ha operato, chi ha fatto questo? Colui che fin dal principio ha chiamato le generazioni alla vita; io, lEterno, che sono il primo, e che sarò cogli ultimi sempre lo stesso.
				Le isole lo vedono, e son prese da paura; le estremità della terra tremano. Essi savvicinano, arrivano!
				Saiutano a vicenda; ognuno dice al suo fratello: "Coraggio!"
				Il fabbro incoraggia lorafo; il battiloro incoraggia colui che batte lincudine, e dice della saldatura: "E uona!" e fissa lidolo con de chiodi, perché non si smova.
				Ma tu, Israele, mio servo, Giacobbe che io ho scelto, progenie dAbrahamo, lamico mio,
				tu che ho preso dalle estremità della terra, che ho chiamato dalle parti più remote dessa, e a cui ho detto: "Tu sei il mio servo; tho scelto e non tho reietto,"
				tu, non temere, perché io son teco; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia.
				Ecco, tutti quelli che si sono infiammati contro di te saranno svergognati e confusi; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla, e periranno.
				Tu li cercherai, e non li troverai più quelli che contendevano teco; quelli che ti facevano guerra saranno ridotti come nulla, come cosa che più non è;
				perché io, lEterno, il tuo Dio, son quegli che ti prendo per la mia man destra e ti dico: "Non temere, io aiuto!"
				Non temere, o Giacobbe che sei come un verme, o residuo dIsraele! Son io che taiuto, dice lEterno; il tuo redentore è il Santo dIsraele.
				Ecco, io faccio di te un erpice nuovo dai denti aguzzi; tu trebbierai i monti e li ridurrai in polvere, e renderai le colline simili alla pula.
				Tu li ventilerai, e il vento li porterà via, e il turbine li disperderà; ma tu giubilerai nellEterno, e ti glorierai nel Santo dIsraele.
				I miseri e poveri cercano acqua, e non vè né; la loro lingua è secca dalla sete; io, lEterno, li esaudirò; o lIddio dIsraele, non li abbandonerò.
				Io farò scaturir de fiumi sulle nude alture, e delle fonti in mezzo alle valli; farò del deserto uno stagno dacqua, e della terra arida una terra di sorgenti;
				pianterò nel deserto il cedro, lacacia, il mirto, lalbero da olio; metterò ne luoghi sterili il cipresso, il platano ed il larice tutti assieme,
				affinché quelli veggano, sappiano, considerino e capiscano tutti quanti che la mano dellEterno ha operato questo, e che il santo dIsraele nè il creatore.
				Presentate la vostra causa, dice lEterno, esponete le vostre ragioni, dice il Re di Giacobbe.
				Le espongan essi, e ci dichiarino quel che dovrà avvenire. Le vostre predizioni di prima quali sono? Ditecele, perché possiam porvi mente, e riconoscerne il compimento; ovvero fateci udire le cose avvenire.
				Annunziateci quel che succederà più tardi, e sapremo che siete degli dèi; si, fate del bene o del male onde noi lo veggiamo, e lo consideriamo assieme.
				Ecco, voi siete niente, e lopera vostra è da nulla: E un abominio lo sceglier voi!
				Io lho suscitato dal settentrione, ed egli viene; dalloriente, ed egli invoca il mio nome; egli calpesta i principi come fango, come il vasaio che calca largilla.
				Chi ha annunziato questo fin dal principio perché lo sapessimo? e molto prima perché dicessimo: "E ero?" Nessuno lha annunziato, nessuno lha predetto, e nessuno ha udito i vostri discorsi.
				Io pel primo ho detto a Sion: "Guardate, eccoli!" e a Gerusalemme ho inviato un messo di buone novelle.
				E guardo e non vè alcuno, non vè tra loro alcuno che sappia dare un consiglio, e che, sio linterrogo, possa darmi risposta.
				Ecco, tutti quanti costoro non sono che vanità; le loro opere sono nulla, e i loro idoli non sono che vento e cose da niente.
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