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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Иеремия глава 20</description>
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		<title>Иеремия глава 20</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 09:21:42 +0200</pubDate>
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				Or Pashur, figliuolo dImmer, sacerdote e capo-soprintendente della casa dellEterno, udì Geremia che profetizzava queste cose.
				E Pashur percosse il profeta Geremia, e lo mise nei ceppi nella prigione chera nella porta superiore di eniamino, nella casa dellEterno.
				E il giorno seguente, Pashur fe uscire Geremia di carcere. E Geremia gli disse: "LEterno non ti chiama più Pashur, ma Magor-Missabib.
				Poiché così parla lEterno: Io ti renderò un oggetto di terrore a te stesso e a tutti i tuoi amici; essi cadranno per la spada dei loro nemici, e i tuoi occhi lo vedranno; e darò tutto Giuda in mano del re di Babilonia, che li menerà in cattività in Babilonia, e li colpirà con la spada.
				E darò tutte le ricchezze di questa città e tutto il suo guadagno e tutte le sue cose preziose, darò tutti i tesori dei re di Giuda in mano dei loro nemici che ne faranno lor preda, li piglieranno, e li porteranno via a Babilonia.
				E tu, Pashur, e tutti quelli che abitano in casa tua, andrete in cattività; tu andrai a Babilonia, e quivi morrai, e quivi sarai sepolto, tu, con tutti i tuoi amici, ai quali hai profetizzato menzogne".
				Tu mhai persuaso, o Eterno, e io mi son lasciato persuadere, tu mhai fatto forza, e mhai vinto; io son diventato ogni giorno un oggetto di scherno, ognuno si fa beffe di me.
				Poiché ogni volta chio parlo, grido, grido: "Violenza e saccheggio!" Sì, la parola dellEterno è per me un obbrobrio, uno scherno dogni giorno.
				E sio dico: "Io non lo mentoverò più, non parlerò più nel suo nome," vè nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; e mi sforzo di contenerlo, ma non posso.
				Poiché odo le diffamazioni di molti, lo spavento mi vien da ogni lato: "Denunziatelo, e noi lo denunzieremo". Tutti quelli coi quali vivevo in pace spiano sio inciampo, e dicono: "Forse si lascerà sedurre, e noi prevarremo contro di lui, e ci vendicheremo di lui".
				Ma lEterno è meco, come un potente eroe; perciò i miei persecutori inciamperanno e non prevarranno; saranno coperti di confusione, perché non sono riusciti; lonta loro sarà eterna, non sarà dimenticata.
				Ma, o Eterno degli eserciti, che provi il giusto, che vedi le reni e il cuore, io vedrò, sì, la vendetta che prenderai di loro, poiché a te io affido la mia causa!
				Cantate allEterno, lodate lEterno, poichegli libera lanima dellinfelice dalla mano dei malfattori!
				Maledetto sia il giorno chio nacqui! Il giorno che mia madre mi partorì non sia benedetto!
				Maledetto sia luomo che portò a mio padre la notizia: "Tè nato un maschio," e lo colmò di gioia!
				Sia quelluomo come le città che lEterno ha distrutte senza pentirsene! Oda egli delle grida il mattino, e clamori di guerra sul mezzodì;
				poichegli non mha fatto morire fin dal seno materno. Così mia madre sarebbe stata la mia tomba, e la sua gravidanza, senza fine.
				Perché son io uscito dal seno materno per vedere tormento e dolore, e per finire i miei giorni nella vergogna?
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