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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Иеремия глава 26</description>
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		<title>Иеремия глава 26</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 19:40:56 +0200</pubDate>
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				Nel principio del regno di Joiakim figliuolo di Giosia, re di Giuda, fu pronunziata questa parola da parte dellEterno:
				Così parla lEterno: "Presentati nel cortile della casa dellEterno, e di a tutte le città di Giuda che vengono a prostrarsi nella casa dellEterno tutte le parole che io ti comando di dir loro; non ne detrarre verbo.
				Forse daranno ascolto, e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia; e io mi pentirò del male che penso di far loro per la malvagità delle loro azioni.
				Tu dirai loro: Così parla lEterno: Se non date ascolto, se non camminate secondo la mia legge che vi ho posta dinanzi,
				se non date ascolto alle parole de miei servitori, i profeti, i quali vi mando, che vi ho mandati fin dal mattino e non li avete ascoltati,
				io tratterò questa casa come Sciloh, e farò che questa città serva di maledizione presso tutte le nazioni della terra".
				Or i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo udirono Geremia che pronunziava queste parole nella casa dellEterno.
				E avvenne che, come Geremia ebbe finito di pronunziare tutto quello che lEterno gli aveva comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo lo presero, dicendo: "Tu devi morire!
				Perché hai profetizzato nel nome dellEterno dicendo: Questa casa sarà come Sciloh e questa città sarà devastata, e priva dabitanti?" E tutto il popolo sadunò contro Geremia nella casa dellEterno.
				Quando i capi di Giuda ebbero udite queste cose, salirono dalla casa del re alla casa dellEterno, e si edettero allingresso della porta nuova della casa dellEterno.
				E i sacerdoti e i profeti parlarono ai capi e a tutto il popolo, dicendo: "Questuomo merita la morte, perché ha profetizzato contro questa città, nel modo che avete udito coi vostri propri orecchi".
				Allora Geremia parlò a tutti i capi e a tutto il popolo, dicendo: "LEterno mi ha mandato a profetizzare contro questa casa e contro questa città tutte le cose che avete udite.
				Or dunque, emendate le vostre vie e le vostre azioni, date ascolto alla voce dellEterno, del vostro Dio, e lEterno si pentirà del male che ha pronunziato contro di voi.
				Quanto a me, eccomi nelle vostre mani; fate di me quello che vi parrà buono e giusto.
				Soltanto sappiate per certo che, se mi fate morire, mettete del sangue innocente addosso a voi, a questa città e ai suoi abitanti, perché lEterno mha veramente mandato a voi per farvi udire tutte queste parole".
				Allora i capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: "Questuomo non merita la morte, perché ci ha parlato nel nome dellEterno, del nostro Dio".
				E alcuni degli anziani del paese si levarono e parlaron così a tutta la raunanza del popolo:
				"Michea, il Morashtita, profetizzò ai giorni dEzechia, re di Giuda, e parlò a tutto il popolo di Giuda in questi termini: Così dice lEterno degli eserciti: Sion sarà arata come un campo, Gerusalemme diventerà un monte di ruine, e la montagna del tempio, unaltura boscosa.
				Ezechia, re di Giuda, e tutto Giuda lo misero essi a morte? Ezechia non temette egli lEterno, e non supplicò egli lEterno sì che lEterno si pentì del male che aveva pronunziato contro di loro? E noi stiamo per fare un gran male a danno delle anime nostre".
				Vi fu anche un altro uomo che profetizzò nel nome dellEterno: Uria, figliuolo di Scemaia di Kiriath-Jearim, il quale profetizzò contro questa città e contro questo paese, in tutto e per tutto come Geremia;
				e quando il re Joiakim, tutti i suoi uomini prodi e tutti i suoi capi ebbero udito le sue parole, il re cercò di farlo morire; ma Uria lo seppe, ebbe paura, fuggì e andò in Egitto;
				e il re Joiakim mandò degli uomini in Egitto, cioè Elnathan, figliuolo di Acbor, e altra gente con lui.
				Questi trassero Uria fuori dEgitto, e lo menarono al re Joiakim, il quale lo colpì con la spada, e gettò il suo cadavere fra le sepolture de figliuoli del popolo.
				Ma la mano di Ahikam, figliuolo di Shafan, fu con Geremia, e impedì che fosse dato in man del popolo per esser messo a morte.
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