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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Иеремия глава 32</description>
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		<title>Иеремия глава 32</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 05:41:53 +0200</pubDate>
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				La parola che fu rivolta a Geremia dallEterno nel decimo anno di Sedekia, re di Giuda, che fu lanno diciottesimo di Nebucadnetsar.
				Lesercito del re di Babilonia assediava allora Gerusalemme, e il profeta Geremia era rinchiuso nel cortile della prigione chera nella casa del re di Giuda.
				Ve laveva fatto rinchiudere Sedekia, re di Giuda, col dirgli: "Perché vai tu profetizzando dicendo: Così parla lEterno: Ecco, io do questa città in man del re di Babilonia, ed ei la prenderà;
				e Sedekia, re di Giuda, non scamperà dalle mani de Caldei, ma sarà per certo dato in man del re di abilonia, e parlerà con lui bocca a bocca, e lo vedrà faccia a faccia;
				e Nebucadnetsar menerà Sedekia a Babilonia, ed egli resterà quivi finchio lo visiti, dice lEterno; se combattete contro i Caldei voi non riuscirete a nulla".
				E Geremia disse: "La parola dellEterno mè stata rivolta in questi termini:
				Ecco, Hanameel, figliuolo di Shallum, tuo zio, viene da te per dirti: Còmprati il mio campo chè ad natoth, poiché tu hai diritto di riscatto per comprarlo".
				E Hanameel, figliuolo del mio zio, venne da me, secondo la parola dellEterno, nel cortile della prigione, e mi disse: Ti prego, compra il mio campo chè ad Anatoth, nel territorio di Beniamino; giacché tu hai il diritto di successione e il diritto di riscatto, compratelo!" Allora riconobbi che questa era parola dellEterno.
				E io comprai da Hanameel, figliuolo del mio zio, il campo chera ad Anatoth, gli pesai il danaro, diciassette sicli dargento.
				Scrissi tutto questo in un atto, lo sigillai, chiamai i testimoni, e pesai il danaro nella bilancia.
				Poi presi latto di compra, quello sigillato contenente i termini e le condizioni, e quello aperto,
				e consegnai latto di compra a Baruc, figliuolo di Neria, figliuolo di Mahseia, in presenza di Hanameel mio cugino, in presenza dei testimoni che avevano sottoscritto latto di compra, e in presenza di tutti i Giudei che sedevano nel cortile della prigione.
				Poi, davanti a loro, diedi questordine a Baruc:
				"Così parla lEterno degli eserciti, lIddio dIsraele: Prendi questi atti, latto di compra, tanto quello chè sigillato, quanto quello chè aperto, e mettili in un vaso di terra, perché si conservino lungo tempo.
				Poiché così parla lEterno degli eserciti, lIddio dIsraele: Si compreranno ancora delle case, de ampi e delle vigne, in questo paese".
				E dopo chio ebbi consegnato latto di compra a Baruc, figliuolo di Neria, pregai lEterno, dicendo:
				"Ah, Signore, Eterno! Ecco, tu hai fatto il cielo e la terra con la tua gran potenza e col tuo braccio disteso: non vè nulla di troppo difficile per te;
				tu usi benignità verso mille generazioni, e retribuisci liniquità dei padri in seno ai figliuoli, dopo di loro; tu sei lIddio grande, potente, il cui nome e lEterno degli eserciti;
				tu sei grande in consiglio e potente in opere; e hai gli occhi aperti su tutte le vie de figliuoli degli uomini, per rendere a ciascuno secondo le sue opere e secondo il frutto delle sue azioni;
				tu hai fatto nel paese dEgitto, in Israele e fra gli altri uomini, fino a questo giorno, miracoli e prodigi, e ti sei acquistato un nome qual è oggi;
				tu traesti il tuo popolo fuori dal paese dEgitto con miracoli e prodigi, con mano potente e braccio steso, con gran terrore;
				e desti loro questo paese che avevi giurato ai loro padri di dar loro: un paese dove scorre il latte e il miele.
				Ed essi ventrarono e ne presero possesso, ma non hanno ubbidito alla tua voce e non han camminato secondo la tua legge; tutto quello che avevi loro comandato di fare essi non lhanno fatto; perciò tu hai fatto venir su di essi tutti questi mali.
				Ecco, le opere dassedio giungono fino alla città per prenderla; e la città, vinta dalla spada, dalla fame e dalla peste, è data in man de Caldei che combattono contro di lei. Quello che tu hai detto è avvenuto, ed ecco, tu lo vedi.
				Eppure, o Signore, o Eterno, tu mhai detto: Còmprati con danaro il campo, e chiama de testimoni e la città è data in man de Caldei".
				Allora la parola dellEterno fu rivolta a Geremia in questi termini:
				"Ecco, io sono lEterno, lIddio dogni carne; vha egli qualcosa di troppo difficile per me?
				Perciò, così parla lEterno: Ecco, io do questa città in man de Caldei, in mano di Nebucadnetsar, re di abilonia, il quale la prenderà;
				e i Caldei che combattono contro questa città ventreranno, vappiccheranno il fuoco e la incendieranno, con le case sui tetti delle quali hanno offerto profumi a Baal e fatto libazioni ad altri dèi, per provocarmi ad ira.
				Poiché i figliuoli dIsraele e i figliuoli di Giuda, non hanno fatto altro, fin dalla loro fanciullezza, che quel chè male agli occhi miei; giacché i figliuoli dIsraele non hanno fatto che provocarmi ad ira con lopera delle loro mani, dice lEterno.
				Poiché questa città, dal giorno che fu edificata fino ad oggi, è stata una continua provocazione alla mia ira e al mio furore, sicché la voglio toglier via dalla mia presenza,
				a motivo di tutto il male che i figliuoli dIsraele e i figliuoli di Giuda hanno fatto per provocarmi ad ira; essi, i loro re, i loro principi, i loro sacerdoti, i loro profeti, gli uomini di Giuda, e gli abitanti di Gerusalemme.
				E mhanno voltato non la faccia, ma le spalle; e sebbene io li abbia ammaestrati del continuo fin dalla mattina, essi non han dato ascolto per ricevere la correzione.
				Ma hanno messo le loro abominazioni nella casa sulla quale è invocato il mio nome, per contaminarla.
				E hanno edificato gli alti luoghi di Baal che sono nella valle de figliuoli dHinnom, per far passare per il fuoco i loro figliuoli e le loro figliuole offrendoli a Moloc; una cosa siffatta io non lho comandata oro; e non mè venuto mai in mente che si dovesse commettere una tale abominazione, facendo peccare iuda.
				Ma ora, in seguito a tutto questo, così parla lEterno, lIddio dIsraele, riguardo a questa città, della quale voi dite: Ella è data in mano del re di Babilonia, per la spada, per la fame e per la peste:
				Ecco, li raccoglierò da tutti i paesi dove li ho cacciati nella mia ira, nel mio furore, nella mia grande indignazione; e li farò tornare in questo luogo, e ve li farò dimorare al sicuro;
				ed essi saranno mio popolo, e io sarò loro Dio;
				e darò loro uno stesso cuore, una stessa via, perché mi temano in perpetuo per il loro bene e per quello dei loro figliuoli dopo di loro.
				E farò con loro un patto eterno, che non mi ritrarrò più da loro per cessare di far loro del bene; e metterò il mio timore nel loro cuore, perché non si dipartano da me.
				E metterò la mia gioia nel far loro del bene e li pianterò in questo paese con fedeltà, con tutto il mio cuore, con tutta lanima mia.
				Poiché così parla lEterno: Come ho fatto venire su questo popolo tutto questo gran male, così farò venire su lui tutto il bene che gli prometto.
				Si compreranno de campi in questo paese, del quale voi dite: E desolato; non vè più né uomo né bestia; è dato in man de Caldei.
				Si compreranno de campi con danaro, se ne scriveranno gli atti, si sigilleranno, si chiameranno testimoni, nel paese di Beniamino e ne luoghi intorno a Gerusalemme, nelle città di Giuda, nelle città della contrada montuosa, nelle città della pianura, nelle città del mezzogiorno; poiché io farò tornare quelli che sono in cattività, dice lEterno".
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