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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Иеремия глава 46</description>
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		<title>Иеремия глава 46</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 03:53:39 +0200</pubDate>
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				Parola dellEterno che fu rivolta a Geremia riguardo alle nazioni.
				Riguardo allEgitto. Circa lesercito di Faraone Neco, re dEgitto, che era presso al fiume Eufrate a Carkemish, e che Nebucadnetsar, re di Babilonia, sconfisse il quarto anno di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda.
				Preparate lo scudo e la targa, e avvicinatevi per la battaglia.
				Attaccate i cavalli, e voi, cavalieri, montate, e presentatevi con gli elmi in capo; forbite le lance, indossate le corazze!
				Perché li veggo io sbigottiti, vòlti in rotta? I loro prodi sono sconfitti, si dànno alla fuga senza volgersi indietro; dognintorno è terrore, dice lEterno.
				Il veloce non fugga, il prode non scampi! Al settentrione, presso il fiume Eufrate vacillano e cadono.
				Chi è colui che sale come il Nilo, e le cui acque sagitano come quelle de fiumi?
				E lEgitto, che sale come il Nilo, e le cui acque sagitano come quelle de fiumi. Egli dice: "Io salirò, ricoprirò la terra, distruggerò le città e i loro abitanti".
				Allassalto! cavalli; al galoppo! carri; si facciano avanti i prodi, quei dEtiopia e di Put che portan lo scudo e que di Lud che maneggiano e tendono larco.
				Questo giorno, per il Signore, per lEterno degli eserciti, è giorno di vendetta, in cui si vendica de suoi nemici. La spada divorerà, si sazierà, sinebrierà del loro sangue; poiché il Signore, lEterno degli eserciti, immola le vittime nel paese del settentrione, presso il fiume Eufrate.
				Sali a Galaad, prendi del balsamo, o vergine, figliuola dEgitto! Invano moltiplichi i rimedi; non vè medicatura che valga per te.
				Le nazioni odono la tua ignominia, e la terra è piena del tuo grido; poiché il prode vacilla appoggiandosi al prode, ambedue cadono assieme.
				Parola che lEterno rivolse al profeta Geremia sulla venuta di Nebucadnetsar, re di Babilonia, per colpire il paese dEgitto.
				Annunziatelo in Egitto, banditelo a Migdol, banditelo a Nof e a Tahpanes! Dite: "Lèvati, preparati, poiché la spada divora tutto ciò che ti circonda".
				Perché i tuoi prodi son essi atterrati? Non posson resistere perché lEterno li abbatte.
				Egli ne fa vacillar molti; essi cadono lun sopra laltro, e dicono: "Andiamo, torniamo al nostro popolo e al nostro paese natìo, sottraendoci alla spada micidiale".
				Là essi gridano: "Faraone, re dEgitto, non è che un vano rumore, ha lasciato passare il tempo fissato".
				Comè vero chio vivo, dice il Re che ha nome lEterno degli eserciti, il nemico verrà come un Tabor fra le montagne, come un Carmel che savanza sul mare.
				O figliuola che abiti lEgitto, fa il tuo bagaglio per la cattività! poiché Nof diventerà una desolazione sarà devastata, nessuno vabiterà più.
				LEgitto è una giovenca bellissima, ma viene un tafano, viene dal settentrione.
				Anche i mercenari che sono in mezzo allEgitto son come vitelli da ingrasso; anchessi volgono il orso, fuggon tutti assieme, non resistono; poiché piomba su loro il giorno della loro calamità, il tempo della loro visitazione.
				La sua voce giunge come quella dun serpente; poiché savanzano con un esercito, marcian contro a lui con scuri, come tanti tagliaboschi.
				Essi abbattono la sua foresta, dice lEterno, benché sia impenetrabile, perché quelli son più numerosi delle locuste, non si posson contare.
				La figliuola dellEgitto è coperta donta, è data in mano del popolo del settentrione.
				LEterno degli eserciti, lIddio dIsraele, dice: Ecco, io punirò Amon di No, Faraone, lEgitto, i suoi dèi, i suoi re, Faraone e quelli che confidano in lui;
				li darò in mano di quei che cercano la loro vita, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, e in mano de suoi servitori; ma, dopo questo, lEgitto sarà abitato come ai giorni di prima, dice lEterno.
				Tu dunque non temere, o Giacobbe mio servitore, non ti sgomentare, o Israele! poiché, ecco, io ti salverò dal lontano paese, salverò la tua progenie dalla terra della sua cattività; Giacobbe ritornerà, sarà in riposo, sarà tranquillo, e nessuno più lo spaventerà.
				Tu non temere, o Giacobbe, mio servitore, dice lEterno; poiché io son teco, io annienterò tutte le nazioni fra le quali tho disperso, ma non annienterò te; però ti castigherò con giusta misura, e non ti lascerò del tutto impunito.
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