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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Даниил глава 6</description>
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		<title>Даниил глава 6</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 16:19:54 +0200</pubDate>
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				Parve bene a Dario di stabilire sul regno centoventi satrapi, i quali fossero per tutto il regno;
				E sopra questi, tre capi, uno de quali era Daniele, perché questi satrapi rendessero loro conto, e il re non avesse a soffrire alcun danno.
				Or questo Daniele si distingueva più dei capi e dei satrapi, perché cera in lui uno spirito straordinario; il re pensava di stabilirlo sopra tutto il regno.
				Allora i capi e i satrapi cercarono di trovare unoccasione daccusar Daniele circa lamministrazione del regno; ma non potevano trovare alcuna occasione, né alcun motivo di riprensione, perchegli era fedele, e non cera da trovare il lui alcunché di male o da riprendere.
				Quegli uomini dissero dunque: "Noi non troveremo occasione alcuna daccusar questo Daniele, se non la troviamo in quel che concerne la legge del suo Dio".
				Allora quei capi e quei satrapi vennero tumultuosamente presso al re, e gli dissero: "O re Dario, possa u vivere in perpetuo!
				Tutti i capi del regno, i prefetti e i satrapi, i consiglieri e i governatori si sono concertati perché il re promulghi un decreto e pubblichi un severo divieto, per i quali chiunque, entro lo spazio di trenta giorni, rivolgerà qualche richiesta a qualsivoglia dio o uomo tranne che a te, o re, sia gettato nella fossa de leoni.
				Ora, o re, promulga il divieto e firmane latto perché sia immutabile, conformemente alla legge dei edi e de Persiani, che è irrevocabile".
				Il re Dario quindi firmò il decreto e il divieto.
				E quando Daniele seppe che il decreto era firmato, entrò in casa sua; e, tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchi, pregava e rendeva grazie al suo Dio, come soleva fare per laddietro.
				Allora quegli uomini accorsero tumultuosamente, e trovarono Daniele che faceva richieste e supplicazioni al suo Dio.
				Poi saccostarono al re, e gli parlarono del divieto reale: "Non hai tu firmato un divieto, per il quale chiunque entro lo spazio di trenta giorni farà qualche richiesta a qualsivoglia dio o uomo tranne che a te, o re, deve essere gettato nella fossa de leoni?" Il re rispose e disse: "La cosa è stabilita, conformemente alla legge dei Medi e de Persiani, che è irrevocabile".
				Allora quelli ripresero a dire in presenza del re: "Daniele, che è fra quelli che son stati menati in cattività da Giuda, non tiene in alcun conto né te, o re, né il divieto che tu hai firmato, ma prega il suo Dio tre volte al giorno".
				Quandebbe udito questo, il re ne fu dolentissimo, e si mise in cuore di liberar Daniele; e fino al tramonto del sole fece di tutto per salvarlo.
				Ma quegli uomini vennero tumultuosamente al re, e gli dissero: "Sappi, o re, che è legge dei Medi e de Persiani che nessun divieto o decreto promulgato dal re possa essere mutato".
				Allora il re diede lordine, e Daniele fu menato e gettato nella fossa de leoni. E il re parlò a Daniele, e gli disse: "LIddio tuo, che tu servi del continuo, sarà quegli che ti libererà".
				E fu portata una pietra, che fu messa sulla bocca della fossa; e il re la sigillò col suo anello e con lanello de suoi grandi, perché nulla fosse mutato riguardo a Daniele.
				Allora il re se ne andò al suo palazzo, e passò la notte in digiuno; non si fece venire alcuna concubina e il sonno fuggì da lui.
				Poi il re si levò la mattina di buonora, appena fu giorno, e si recò in fretta alla fossa de leoni.
				E come fu vicino alla fossa, chiamò Daniele con voce dolorosa, e il re prese a dire a Daniele: "Daniele, servo dellIddio vivente! Il tuo Dio, che tu servi del continuo, tha egli potuto liberare dai leoni?"
				Allora Daniele disse al re: "O re, possa tu vivere in perpetuo!
				Il mio Dio ha mandato il suo angelo e ha chiuso la bocca de leoni che non mhanno fatto alcun male, perché io sono stato trovato innocente nel suo cospetto; e anche davanti a te, o re, non ho fatto alcun male".
				Allora il re fu ricolmo di gioia, e ordinò che Daniele fosse tratto fuori dalla fossa; e Daniele fu tratto fuori dalla fossa, e non si trovò su di lui lesione di sorta, perché sera confidato nel suo Dio.
				E per ordine del re furon menati quegli uomini che avevano accusato Daniele, e furon gettati nella fossa de leoni, essi, i loro figliuoli e le loro mogli; e non erano ancora giunti in fondo alla fossa, che i leoni furono loro addosso, e fiaccaron loro tutte le ossa.
				Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, a tutte le nazioni e lingue che abitavano su tutta la terra: "La vostra pace abbondi!
				Io decreto che in tutto il dominio del mio regno si tema e si tremi nel cospetto dellIddio di Daniele; perchegli è lIddio vivente, che sussiste in eterno; il suo regno non sarà mai distrutto, e il suo dominio durerà sino alla fine.
				Egli libera e salva, e opera segni e prodigi in cielo e in terra; egli è quei che ha liberato Daniele dalle branche dei leoni".
				E questo Daniele prosperò sotto il regno di Dario, e sotto il regno di Ciro, il Persiano.
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