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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Даниил глава 7</description>
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		<title>Даниил глава 7</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 17:57:16 +0200</pubDate>
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				Il primo anno di Belsatsar, re di Babilonia, Daniele, mentrera a letto, fece un sogno, ed ebbe delle visioni nella sua mente. Poi scrisse il sogno, e narrò la sostanza delle cose.
				Daniele dunque prese a dire: Io guardavo, nella mia visione notturna, ed ecco scatenarsi sul mar grande i quattro venti del cielo.
				E quattro grandi bestie salirono dal mare, una diversa dallaltra.
				La prima era come un leone, ed avea delle ali daquila. Io guardai, finché non le furono strappate le ali; fu sollevata da terra, fu fatta stare in piedi come un uomo, e le fu dato un cuor duomo.
				Ed ecco una seconda bestia, simile ad un orso; essa rizzavasi sopra un lato, avea tre costole in bocca fra i denti; e le fu detto: "Lèvati, mangia molta carne!"
				Dopo questo, io guardavo, ed eccone unaltra simile ad un leopardo, che aveva addosso quattro ali duccello; questa bestia aveva quattro teste, e le fu dato il dominio.
				Dopo questo, io guardavo, nelle visione notturne, ed ecco una quarta bestia spaventevole, terribile e straordinariamente forte; aveva dei denti grandi, di ferro; divorava e sbranava, e calpestava il resto coi piedi; era diversa da tutte le bestie che lavevano preceduta, e aveva dieci corna.
				Io esaminavo quelle corna, ed ecco un altro piccolo corno spuntò tra quelle, e tre delle prime corna furono divelte dinanzi ad esso; ed ecco che quel corno avea degli occhi simili a occhi duomo, e una bocca che proferiva grandi cose.
				Io continuai a guardare fino al momento in cui furon collocati de troni, e un vegliardo sassise. La sua veste era bianca come la neve, e i capelli del suo capo eran come lana pura; fiamme di fuoco erano il suo trono e le ruote desso erano fuoco ardente.
				Un fiume di fuoco sgorgava e scendeva dalla sua presenza; mille migliaia lo servivano, e diecimila miriadi gli stavan davanti. Il giudizio si tenne, e i libri furono aperti.
				Allora io guardai a motivo delle parole orgogliose che il corno proferiva; guardai, finché la bestia non fu uccisa, e il suo corpo distrutto, gettato nel fuoco per esser arso.
				Quanto alle altre bestie, il dominio fu loro tolto; ma fu loro concesso un prolungamento di vita per un tempo determinato.
				Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figliuol duomo; egli giunse fino al vegliardo, e fu fatto accostare a lui.
				E gli furon dati dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno, un regno che non sarà distrutto.
				Quanto a me, Daniele, il mio spirito fu turbato dentro di me, e le visioni della mia mente mi spaventarono.
				Maccostai a uno degli astanti, e gli domandai la verità intorno a tutto questo; ed egli mi parlò, e mi dette linterpretazione di quelle cose:
				"Queste quattro grandi bestie, sono quattro re che sorgeranno dalla terra;
				poi i santi dellAltissimo riceveranno il regno e lo possederanno per sempre, deternità in eternità".
				Allora desiderai sapere la verità intorno alla quarta bestia, chera diversa da tutte le altre, straordinariamente terribile, che aveva i denti di ferro e le unghie di rame, che divorava, sbranava, e calpestava il resto con i piedi,
				e intorno alle dieci corna che aveva in capo, e intorno allaltro corno che spuntava, e davanti al quale tre erano cadute: a quel corno che avea degli occhi, e una bocca proferenti cose grandi, e che appariva maggiore delle altre corna.
				Io guardai, e quello stesso corno faceva guerra ai santi e aveva il sopravvento,
				finché non giunse il vegliardo e il giudicio fu dato ai santi dellAltissimo, e venne il tempo che i santi possederono il regno.
				Ed egli mi parlò così: "La quarta bestia è un quarto regno sulla terra, che differirà da tutti i regni, divorerà tutta la terra, la calpesterà e la frantumerà.
				Le dieci corna sono dieci re che sorgeranno da questo regno; e, dopo quelli, ne sorgerà un altro, che sarà diverso dai precedenti, e abbatterà tre re.
				Egli proferirà parole contro lAltissimo, ridurrà allo stremo i santi dellAltissimo, e penserà di mutare i tempi e la legge; i santi saran dati nelle sue mani per un tempo, dei tempi, e la metà dun tempo.
				Poi si terrà il giudizio e gli sarà tolto il dominio, che verrà distrutto ed annientato per sempre.
				E il regno e il dominio e la grandezza dei regni che sono sotto tutti i cieli saranno dati al popolo dei santi dellAltissimo; il suo regno è un regno eterno, e tutti i domini lo serviranno e gli ubbidiranno".
				Qui finirono le parole rivoltemi. Quanto a me, Daniele, i miei pensieri mi spaventarono molto, e mutai di colore; ma serbai la cosa nel cuore.
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