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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Левит глава 22</description>
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		<title>Левит глава 22</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 03:10:00 +0200</pubDate>
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				LEterno parlò ancora a Mosè, dicendo:
				"Di ad Aaronne e ai suoi figliuoli che si astengano dalle cose sante che mi son consacrate dai figliuoli dIsraele, e non profanino il mio santo nome. Io sono lEterno.
				Di loro: Qualunque uomo della vostra stirpe che nelle vostre future generazioni, trovandosi in stato dimpurità, saccosterà alle cose sante che i figliuoli dIsraele consacrano allEterno, sarà sterminato dal mio cospetto. Io sono lEterno.
				Qualunque uomo della stirpe dAaronne che sia lebbroso o abbia la gonorrea, non mangerà delle cose sante, finché non sia puro. E così sarà di chi avrà toccato una persona impura per contatto con un morto, o avrà avuto una perdita di seme genitale,
				o di chi avrà toccato un rettile che labbia reso impuro, o un uomo che gli abbia comunicato una impurità di qualsivoglia specie.
				La persona che avrà avuto di tali contatti sarà impura fino alla sera, e non mangerà delle cose sante prima dessersi lavato il corpo nellacqua;
				dopo il tramonto del sole sarà pura, e potrà poi mangiare delle cose sante, perché sono il suo pane.
				Il sacerdote non mangerà carne di bestia morta da sé o sbranata, per non rendersi impuro. Io sono lEterno.
				Osserveranno dunque ciò che ho comandato, onde non portino la pena del loro peccato, e muoiano per aver profanato le cose sante. Io sono lEterno che li santifico.
				Nessun estraneo al sacerdozio mangerà delle cose sante: chi sta da un sacerdote o lavora da lui per un salario non mangerà delle cose sante.
				Ma una persona che il sacerdote avrà comprata coi suoi danari, ne potrà mangiare; così pure colui che gli è nato in casa: questi potranno mangiare del pane di lui.
				La figliuola di un sacerdote maritata a un estraneo non mangerà delle cose sante offerte per elevazione.
				Ma se la figliuola del sacerdote è vedova, o ripudiata, senza figliuoli, e torna a stare da suo padre come quandera giovine, potrà mangiare del pane del padre; ma nessun estraneo al sacerdozio ne mangerà.
				E se uno mangia per sbaglio di una cosa santa, darà al sacerdote il valore della cosa santa aggiungendovi un quinto.
				I sacerdoti non profaneranno dunque le cose sante dei figliuoli dIsraele, chessi offrono per elevazione allEterno,
				e non faranno loro portare la pena del peccato di cui si renderebbero colpevoli, mangiando delle loro cose sante; poiché io sono lEterno che li santifico".
				LEterno parlò ancora a Mosè, dicendo:
				"Parla ad Aaronne, ai suoi figliuoli, a tutti i figliuoli dIsraele, e di loro: Chiunque sia della casa Israele o de forestieri in Israele che presenti in olocausto allEterno unofferta per qualche voto o per qualche dono volontario, per essere gradito,
				dovrà offrire un maschio, senza difetto, di fra i buoi, di fra le pecore o di fra le capre.
				Non offrirete nulla che abbia qualche difetto, perché non sarebbe gradito.
				Quanduno offrirà allEterno un sacrifizio di azioni di grazie, di buoi o di pecore, sia per sciogliere un voto, sia come offerta volontaria, la vittima, perché sia gradita, dovrà esser perfetta: non dovrà aver difetti.
				Non offrirete allEterno una vittima che sia cieca, o storpia, o mutilata, o che ubbia delle ulceri, o la rogna, o la scabbia; e non ne farete sullaltare un sacrifizio mediante il fuoco allEterno.
				Potrai presentare come offerta volontaria un bue o una pecora che abbia un membro troppo lungo o troppo corto; ma, come offerta per qualche voto, non sarebbe gradito.
				Non offrirete allEterno un animale che abbia i testicoli ammaccati o schiacciati o strappati o tagliati; e di queste operazioni non ne farete nel vostro paese.
				Non accetterete dallo straniero alcuna di queste vittime per offrirla come pane del vostro Dio; siccome sono mutilate, difettose, non sarebbero gradite per il vostro bene".
				LEterno parlò ancora a Mosè, dicendo:
				"Quando sarà nato un vitello, o un agnello, o un capretto, starà sette giorni sotto la madre; dallottavo giorno in poi, sarà gradito come sacrifizio fatto mediante il fuoco allEterno.
				Sia vacca, sia pecora, non la scannerete lo stesso giorno col suo parto.
				Quando offrirete allEterno un sacrifizio di azioni di grazie, loffrirete in modo da esser graditi.
				La vittima sarà mangiata il giorno stesso; non ne lascerete nulla fino ai mattino. Io sono lEterno.
				Osserverete dunque i miei comandamenti, e li metterete in pratica. Io sono lEterno.
				Non profanerete il mio santo nome, ondio sia santificato in mezzo ai figliuoli dIsraele. Io sono lEterno che vi santifico,
				che vi ho tratto dal paese dEgitto per esser vostro Dio. Io sono lEterno".
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