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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Деяния глава 22</description>
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		<title>Деяния глава 22</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 01:15:46 +0200</pubDate>
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				Fratelli e padri, ascoltate ciò che ora vi dico a mia difesa.
				E quandebbero udito chegli parlava loro in lingua ebraica, tanto più fecero silenzio. Poi disse:
				Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma allevato in questa città, ai piedi di Gamaliele, educato nella rigida osservanza della legge dei padri, e fui zelante per la causa di Dio, come voi tutti siete oggi;
				e perseguitai a morte questa Via, legando e mettendo in prigione uomini e donne,
				come me ne son testimoni il sommo sacerdote e tutto il concistoro degli anziani, dai quali avendo pure ricevuto lettere per i fratelli, mi recavo a Damasco per menare legati a Gerusalemme anche quelli cheran quivi, perché fossero puniti.
				Or avvenne che mentre ero in cammino e mi avvicinavo a Damasco, sul mezzogiorno, di subito dal cielo mi folgoreggiò dintorno una gran luce.
				Caddi in terra, e udii una voce che mi disse: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
				E io risposi: Chi sei, Signore? Ed egli mi disse: Io son Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
				Or coloro cheran meco, videro ben la luce ma non udirono la voce di colui che mi parlava.
				E io dissi: Signore, che debbo fare? E il Signore mi disse: Lèvati, va a Damasco, e quivi ti saranno dette tutte le cose che tè ordinato di fare.
				E siccome io non ci vedevo più per il fulgore di quella luce, fui menato per mano da coloro che eran meco, e così venni a Damasco.
				Or un certo Anania, uomo pio secondo la legge, al quale tutti i Giudei che abitavan quivi rendevan buona testimonianza,
				venne a me; e standomi vicino, mi disse: Fratello Saulo, ricupera la vista. Ed io in quellistante ricuperai la vista, e lo guardai.
				Ed egli disse: LIddio de nostri padri ti ha destinato a conoscer la sua volontà, e a vedere il Giusto, e a udire una voce dalla sua bocca.
				Poiché tu gli sarai presso tutti gli uomini un testimone delle cose che hai vedute e udite.
				Ed ora, che indugi? Lèvati, e sii battezzato, e lavato dei tuoi peccati, invocando il suo nome.
				Or avvenne, dopo chio fui tornato a Gerusalemme, che mentre pregavo nel tempio fui rapito in estasi,
				e vidi Gesù che mi diceva: Affrettati, ed esci prestamente da Gerusalemme, perché essi non riceveranno la tua testimonianza intorno a me.
				E io dissi: Signore, eglino stessi sanno che io incarceravo e battevo nelle sinagoghe quelli che credevano in te;
				e quando si spandeva il sangue di Stefano tuo testimone, anchio ero presente e approvavo, e custodivo le vesti di coloro che luccidevano.
				Ed egli mi disse: Va, perché io ti manderò lontano, ai Gentili.
				Lascoltarono fino a questa parola; e poi alzarono la voce, dicendo: Togli via un tal uomo dal mondo; erché non è degno di vivere.
				Comessi gridavano e gettavan via le loro vesti e lanciavano la polvere in aria,
				il tribuno comandò chegli fosse menato dentro la fortezza e inquisito mediante i flagelli, affin di sapere per qual cagione gridassero così contro a lui.
				E come lebbero disteso e legato con le cinghie, Paolo disse al centurione chera presente: Vè egli lecito flagellare un uomo che è cittadino romano, e non è stato condannato?
				E il centurione, udito questo, venne a riferirlo al tribuno, dicendo: Che stai per fare? perché questuomo è Romano.
				Il tribuno venne a Paolo, e gli chiese: Dimmi, sei tu Romano? Ed egli rispose: Sì.
				E il tribuno replicò: Io ho acquistato questa cittadinanza per gran somma di denaro. E Paolo disse: Io, invece, lho di nascita.
				Allora quelli che stavan per inquisirlo, si ritrassero subito da lui; e anche il tribuno ebbe paura, quandebbe saputo che egli era Romano; perché lavea fatto legare.
				E il giorno seguente, volendo saper con certezza di che cosa egli fosse accusato dai Giudei, lo sciolse, e comandò ai capi sacerdoti e a tutto il Sinedrio di radunarsi; e menato giù Paolo, lo fe comparire dinanzi a loro.
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