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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Деяния глава 24</description>
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		<title>Деяния глава 24</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 04:07:24 +0200</pubDate>
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				Cinque giorni dopo, il sommo sacerdote Anania discese con alcuni anziani e con un certo Tertullo, oratore; e si presentarono al governatore per accusar Paolo.
				Questi essendo stato chiamato, Tertullo comincio ad accusarlo, dicendo:
				Siccome in grazia tua godiamo molta pace, e per la tua previdenza sono state fatte delle riforme a pro di questa nazione, noi in tutto e per tutto lo riconosciamo, o eccellentissimo Felice, con ogni gratitudine.
				Ora, per non trattenerti troppo a lungo, ti prego che, secondo la tua condiscendenza, tu ascolti quel che abbiamo a dirti in breve.
				Abbiam dunque trovato che questuomo è una peste, che eccita sedizioni fra tutti i Giudei del mondo, ed è capo della setta de Nazarei.
				Egli ha perfino tentato di profanare il tempio; onde noi labbiamo preso; e noi lo volevamo giudicare secondo la nostra legge:
				
        ma il tribuno Lisia, sopraggiunto, ce lha strappato con violenza dalle mani,
      
				
        ordinando che i suoi accusatori si presentassero dinanzi a te; e da lui, esaminandolo, potrai tu stesso aver piena conoscenza di tutte le cose, delle quali noi laccusiamo.
				I Giudei si unirono anchessi nelle accuse, affermando che le cose stavan così.
				E Paolo, dopo che il governatore gli ebbe fatto cenno che parlasse, rispose: Sapendo che già da molti anni tu sei giudice di questa nazione, parlo con più coraggio a mia difesa.
				Poiché tu puoi accertarti che non son più di dodici giorni chio salii a Gerusalemme per adorare;
				ed essi non mi hanno trovato nel tempio, né nelle sinagoghe, né in città a discutere con alcuno, né a far dunata di popolo;
				e non posson provarti le cose delle quali ora maccusano.
				Ma questo ti confesso, che secondo la Via chessi chiamano setta, io adoro lIddio de padri, credendo tutte le cose che sono scritte nella legge e nei profeti;
				avendo in Dio la speranza che nutrono anche costoro che ci sarà una risurrezione de giusti e degli ingiusti.
				Per questo anchio mesercito ad aver del continuo una coscienza pura dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini.
				Or dopo molti anni, io son venuto a portar elemosine alla mia nazione e a presentar offerte.
				Mentre io stavo facendo questo, mi hanno trovato purificato nel tempio, senza assembramento e senza tumulto;
				ed erano alcuni Giudei dellAsia; questi avrebbero dovuto comparire dinanzi a te ed accusarmi, se avevano cosa alcuna contro a me.
				Daltronde dicano costoro qual misfatto hanno trovato in me, quando mi presentai dinanzi al Sinedrio;
				se pur non si tratti di questunica parola che gridai, quando comparvi dinanzi a loro: E a motivo della risurrezione de morti, che io son oggi giudicato da voi.
				Or Felice, che ben conosceva quel che concerneva questa Via, li rimandò a unaltra volta, dicendo: Quando sarà sceso il tribuno Lisia, esaminerò il fatto vostro.
				E ordinò al centurione che Paolo fosse custodito, ma lasciandogli una qualche libertà, e non vietando ad alcuno de suoi di rendergli de servigi.
				Or alcuni giorni dopo, Felice, venuto con Drusilla sua moglie, che era giudea, mandò a chiamar Paolo, e lascoltò circa la fede in Cristo Gesù.
				Ma ragionando Paolo di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire, Felice, tutto spaventato, replicò: Per ora, vattene; e quando ne troverò lopportunità, ti manderò a chiamare.
				Egli sperava, in pari tempo, che da Paolo gli sarebbe dato del denaro; per questo lo mandava spesso a chiamare e discorreva con lui.
				Or in capo a due anni, Felice ebbe per successore Porcio Festo; e Felice, volendo far cosa grata ai iudei, lasciò Paolo in prigione.
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