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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>Второзаконие глава 4</description>
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		<title>Второзаконие глава 4</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 01:36:36 +0200</pubDate>
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				Ora, dunque, Israele, da ascolto alle leggi e alle prescrizioni che io vinsegno perché le mettiate in pratica, affinché viviate ed entriate in possesso del paese che lEterno, lIddio de vostri padri, vi dà.
				Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando, e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandamenti dellEterno Iddio vostro che io vi prescrivo.
				Gli occhi vostri videro ciò che lEterno fece nel caso di Baal-Peor: come lEterno, il tuo Dio, distrusse di mezzo a te tutti quelli cherano andati dietro a Baal-Peor:
				ma voi che vi teneste stretti allEterno, allIddio vostro, siete oggi tutti in vita.
				Ecco, io vi ho insegnato leggi e prescrizioni, come lEterno, lIddio mio, mi ha ordinato, affinché le mettiate in pratica nel paese nel quale state per entrare per prenderne possesso.
				Le osserverete dunque e li metterete in pratica; poiché quella sarà la vostra sapienza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: "Questa grande nazione è il solo popolo savio e intelligente!"
				Qual è difatti la gran nazione alla quale la divinità sia così vicina come lEterno, lIddio nostro, è vicino a noi, ogni volta che linvochiamo?
				E qual è la gran nazione che abbia delle leggi e delle prescrizioni giuste comè tutta questa legge chio vi espongo questoggi?
				Soltanto, bada bene a te stesso e veglia diligentemente sullanima tua, onde non avvenga che tu dimentichi le cose che gli occhi tuoi hanno vedute, ed esse non tescano dal cuore finché ti duri la vita. Falle anzi sapere ai tuoi figliuoli e ai figliuoli de tuoi figliuoli.
				Ricordati del giorno che comparisti davanti allEterno, allIddio tuo, in Horeb, quando lEterno mi disse: "Adunami il popolo, e io farò loro udire le mie parole, ondessi imparino a temermi tutto il tempo che vivranno sulla terra, e le insegnino ai loro figliuoli".
				E voi vi avvicinaste, e vi fermaste appiè del monte; e il monte era tutto in fiamme, che sinnalzavano fino al cielo; e veran tenebre, nuvole ed oscurità.
				E lEterno vi parlò di mezzo al fuoco; voi udiste il suono delle parole, ma non vedeste alcuna figura; on udiste che una voce.
				Ed egli vi promulgò il suo patto, che vi comandò di osservare, cioè le dieci parole; e le scrisse su due tavole di pietra.
				E a me, in quel tempo, lEterno ordinò dinsegnarvi leggi e prescrizioni, perché voi le metteste in pratica nel paese dove state per passare per prenderne possesso.
				Or dunque, siccome non vedeste alcuna figura il giorno che lEterno vi parlò in Horeb in mezzo al fuoco, vegliate diligentemente sulle anime vostre,
				affinché non vi corrompiate e vi facciate qualche immagine scolpita, la rappresentazione di qualche idolo, la figura dun uomo o duna donna,
				la figura di un animale tra quelli che son sulla terra, la figura dun uccello che vola nei cieli,
				la figura duna bestia che striscia sul suolo, la figura dun pesce che vive nelle acque sotto la terra;
				ed anche affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto lesercito celeste, tu non sia tratto a prostrarti davanti a quelle cose e ad offrir loro un culto. Quelle cose sono il retaggio che lEterno, lIddio tuo, ha assegnato a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli;
				ma voi lEterno vi ha presi, vha tratti fuori dalla fornace di ferro, dallEgitto, perché foste un popolo che gli appartenesse in proprio, come oggi difatti siete.
				Or lEterno sadirò contro di me per cagion vostra, e giurò chio non passerei il Giordano e non entrerei nel buon paese che lEterno, lIddio tuo, ti dà in eredità.
				Poiché, io dovrò morire in questo paese, senza passare il Giordano; ma voi lo passerete, e possederete quel buon paese.
				Guardatevi dal dimenticare il patto che lEterno, il vostro Dio, ha fermato con voi, e dal farvi alcuna immagine scolpita, o rappresentazione di qualsivoglia cosa che lEterno, lIddio tuo, tabbia proibita.
				Poiché lEterno, il tuo Dio, è un fuoco consumante, un Dio geloso.
				Quando avrai dei figliuoli e de figliuoli de tuoi figliuoli e sarete stati lungo tempo nel paese, se vi corrompete, se vi fate delle immagini scolpite, delle rappresentazioni di qualsivoglia cosa, se fate ciò chè male agli occhi dellEterno, chè lIddio vostro, per irritarlo,
				io chiamo oggi in testimonio contro di voi il cielo e la terra, che voi ben presto perirete, scomparendo dal paese di cui andate a prender possesso di là dal Giordano. Voi non vi prolungherete i vostri giorni, ma sarete interamente distrutti.
				E lEterno vi disperderà fra i popoli e non resterete più che un piccol numero fra le nazioni dove lEterno vi condurrà.
				E quivi servirete a dèi fatti da mano duomo, dèi di legno e di pietra, i quali non vedono, non odono, non mangiano, non fiutano.
				Ma di là cercherai lEterno, il tuo Dio; e lo troverai, se lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta lanima tua.
				Nellangoscia tua, quando tutte queste cose ti saranno avvenute, negli ultimi tempi, tornerai allEterno, allIddio tuo, e darai ascolto alla sua voce;
				poiché lEterno, lIddio tuo, è un Dio pietoso; egli non ti abbandonerà e non ti distruggerà; non dimenticherà il patto che giurò ai tuoi padri.
				Interroga pure i tempi antichi, che furon prima di te, dal giorno che Dio creò luomo sulla terra, e da unestremità de cieli allaltra: Ci fu egli mai cosa così grande come questa, e sudì egli mai cosa simile a questa?
				ci fu egli mai popolo che udisse la voce di Dio parlante di mezzo al fuoco come lhai udita tu, e che rimanesse vivo?
				ci fu egli mai un dio che provasse di venire a prendersi una nazione di mezzo a unaltra nazione mediante prove, segni, miracoli e battaglie, con mano potente e con braccio steso e con grandi terrori, come fece per voi lEterno, lIddio vostro, in Egitto, sotto i vostri occhi?
				Tu sei stato fatto testimone di queste cose affinché tu riconosca che lEterno è Dio, e che non ve nè altri fuori di lui.
				Dal cielo tha fatto udire la sua voce per ammaestrarti; e sulla terra tha fatto vedere il suo gran fuoco, e tu hai udito le sue parole di mezzo al fuoco.
				E perchegli ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro progenie dopo loro, ed egli stesso, in persona, ti ha tratto dallEgitto con la sua gran potenza,
				per cacciare dinnanzi a te nazioni più grandi e più potenti di te, per farti entrare nel loro paese e per dartene il possesso, come oggi si vede.
				Sappi dunque oggi e ritieni bene in cuor tuo che lEterno è Dio: lassù ne cieli, e quaggiù sulla terra; e che non ve nè alcun altro.
				Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandamenti che oggi ti do, affinché sii felice tu e i tuoi figliuoli dopo di te, e affinché tu prolunghi in perpetuo i tuoi giorni nel paese che lEterno, lIddio tuo, ti dà.
				Allora Mosè appartò tre città di là dal Giordano, verso oriente,
				perché servissero di rifugio allomicida che avesse ucciso il suo prossimo involontariamente, senzaverlo odiato per laddietro, e perchegli potesse aver salva la vita, ricoverandosi in una di quelle città.
				Esse furono Betser, nel deserto, nella regione piana, per i Rubeniti; Ramoth, in Galaad, per i Gaditi, e olan, in Basan, per i Manassiti.
				Or questa è la legge che Mosè espose ai figliuoli dIsraele.
				Queste sono le istruzioni, le leggi e le prescrizioni che Mosè dette ai figliuoli dIsraele quando furono usciti dallEgitto,
				di là dal Giordano, nella valle, dirimpetto Beth-Peor, nel paese di Sihon, re degli Amorei che dimorava a Heshbon, e che Mosè e i figliuoli dIsraele sconfissero quando furono usciti dallEgitto.
				Essi simpossessarono del paese di lui e del paese di Og re di Basan due re degli Amorei, che stavano i là dal Giordano, verso oriente,
				da Aroer, che è sullorlo della valle dellArnon, fino al monte Sion, che è lo Hermon,
				con tutta la pianura oltre il Giordano, verso oriente, fino al mare della pianura appiè delle pendici del isga.
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