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	  <title>La Bibbia Italiana (Итальянский)</title>
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	<description>1-я Царств глава 20</description>
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		<title>1-я Царств глава 20</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 11:47:08 +0200</pubDate>
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				Davide fuggì da Naioth presso Rama, andò a trovare Gionathan, e gli disse: "Che ho mai fatto? Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato verso tuo padre, chegli vuole la mia vita?"
				Gionathan gli rispose: "Tolga ciò Iddio! tu non morrai; ecco, mio padre non fa cosa alcuna o grande o piccola, senza farmene parte; e perché mi celerebbe egli questa? Non è possibile".
				Ma Davide replicò, giurando: "Tuo padre sa molto bene che io ho trovato grazia agli occhi tuoi; perciò avrà detto: Gionathan non sappia questo, affinché non ne abbia dispiacere; ma comè vero che lEterno vive e che vive lanima tua, fra me e la morte non vha che un passo".
				Gionathan disse a Davide: "Che desideri tu chio ti faccia?"
				Davide rispose a Gionathan: "Ecco, domani la luna nuova, e io dovrei sedermi a mensa col re; lasciami andare, e mi nasconderò per la campagna fino alla sera del terzo giorno.
				Se tuo padre nota la mia assenza, tu gli dirai: Davide mi ha pregato istantemente di poter fare una corsa fino a Bethlehem, sua città, perché vè il sacrifizio annuo per tutta la sua famiglia.
				Segli dice: Sta bene il tuo servo avrà pace; ma, se si adira, sappi che il male che mi vuol fare è deciso.
				Mostra dunque la tua bontà verso il tuo servo giacché hai fatto entrare il tuo servo in un patto con te nel nome dellEterno; ma, se vè in me qualche iniquità, dammi la morte tu; perché mi meneresti da tuo padre?"
				Gionathan disse: "Lungi da te questo pensiero! Sio venissi a sapere che il male è deciso da parte di mio padre e sta per venirti addosso, non te lo farei io sapere?"
				Davide disse a Gionathan: "Chi minformerà, nel caso che tuo padre ti dia una risposta dura?"
				E Gionathan disse a Davide: "Vieni, andiamo fuori alla campagna!" E andarono ambedue fuori alla campagna.
				E Gionathan disse a Davide: "LEterno, lIddio dIsraele, mi sia testimonio! Quando domani o posdomani, a questora, io avrò scandagliato mio padre, segli è ben disposto verso Davide, ed io non mando a fartelo sapere, lEterno tratti Gionathan con tutto il suo rigore!
				Nel caso poi che piaccia a mio padre di farti del male, te lo farò sapere, e ti lascerò partire perché tu te ne vada in pace; e lEterno sia teco, comè stato con mio padre!
				E se sarò ancora in vita, non è egli vero? tu agirai verso di me con la bontà dellEterno, ondio non sia messo a morte;
				e non cesserai mai desser buono verso la mia casa, neppur quando lEterno avrà sterminato di sulla faccia della terra fino allultimo i nemici di Davide".
				Così Gionathan strinse alleanza con la casa di Davide, dicendo: "LEterno faccia vendetta dei nemici di Davide!"
				E, per lamore che gli portava, Gionathan fece di nuovo giurar Davide; perchegli lamava come lanima propria.
				Poi Gionathan gli disse: "Domani è la nuova luna, e la tua assenza sarà notata, perché il tuo posto sarà vuoto.
				Domani laltro dunque tu scenderai giù fino al luogo dove ti nascondesti il giorno del fatto, e rimarrai presso la pietra di Ezel.
				Io tirerò tre frecce da quel lato, come se tirassi a segno.
				Poi subito manderò il mio ragazzo, dicendogli: Va a cercare le frecce. Se dico al ragazzo: Guarda, le frecce son di qua da te, prendile! tu allora vieni, perché tutto va bene per te, e non hai nulla da temere, come lEterno vive!
				Ma se dico al giovanetto: Guarda, le frecce son di là da te allora vattene, perché lEterno vuol che tu parta.
				Quanto a quello che abbiam convenuto fra noi, fra me e te, ecco, lEterno nè testimonio in perpetuo".
				Davide dunque si nascose nella campagna; e quando venne il novilunio, il re si pose a sedere a mensa per il pasto.
				Il re, come al solito, si pose a sedere sulla sua sedia chera vicina al muro; Gionathan salzò per porsi di faccia. Abner si assise accanto a Saul, ma il posto di Davide rimase vuoto.
				Nondimeno Saul non disse nulla quel giorno, perché pensava: "Gli e successo qualcosa; ei non devesser puro; per certo ei non è puro".
				Ma lindomani, secondo giorno della luna nuova, il posto di Davide era ancora vuoto; e Saul disse a ionathan, suo figliuolo: "Perché il figliuolo dIsai non è venuto a mangiare né ieri né oggi?"
				Gionathan rispose a Saul: "Davide mha chiesto istantemente di lasciarlo andare a Bethlehem;
				e ha detto: Ti prego, lasciami andare, perché abbiamo in città un sacrifizio di famiglia, e il mio fratello mi ha raccomandato dandarvi; ora dunque, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, ti prego, lasciami fare una corsa per vedere i miei fratelli. Per questa ragione egli non è venuto alla mensa del re".
				Allora lira di Saul saccese contro Gionathan, ed ei gli disse: "Figliuolo perverso e ribelle, non lo so io forse che tieni le parti del figliuol dIsai, a tua vergogna ed a vergogna del seno di tua madre?
				Poiché, fino a tanto che il figliuol dIsai avrà vita sulla terra, non vi sarà stabilità né per te né per il tuo regno. Or dunque mandalo a cercare e fallo venire da me, perché deve morire".
				Gionathan rispose a Saul suo padre e gli disse: "Perché dovrebbegli morire? Che ha fatto?"
				E Saul brandì la lancia contro a lui per colpirlo. Allora Gionathan riconobbe che suo padre avea deciso di far morire Davide.
				E, acceso dira, si levò da mensa, e non mangiò nulla il secondo giorno della luna nuova, addolorato comera per lonta che suo padre avea fatta a Davide.
				La mattina dopo, Gionathan uscì fuori alla campagna, al luogo fissato con Davide, ed avea seco un ragazzetto.
				E disse al suo ragazzo: "Corri a cercare le frecce che tiro". E, come il ragazzo correva, tirò una freccia che passò di là da lui.
				E quando il ragazzo fu giunto al luogo dovera la freccia che Gionathan avea tirata Gionathan gli gridò dietro: "La freccia non è essa di là da te?"
				E Gionathan gridò ancora dietro al ragazzo: "Via, fa presto, non ti trattenere!" Il ragazzo di Gionathan raccolse le frecce, e tornò dal suo padrone.
				Or il ragazzo non sapeva nulla; Gionathan e Davide soli sapevano di che si trattasse.
				Gionathan diede le sue armi al suo ragazzo, e gli disse: "Va, portale alla città".
				E come il ragazzo se ne fu andato, Davide si levò di dietro il mucchio di pietre, si gettò con la faccia a terra, e si prostrò tre volte; poi i due si baciarono lun laltro e piansero assieme; Davide soprattutto diè in pianto dirotto.
				E Gionathan disse a Davide: "Va in pace, ora che abbiam fatto ambedue questo giuramento nel nome dellEterno: LEterno sia testimonio fra me e te e fra la mia progenie e la progenie tua, in perpetuo". 20-43) Davide si levò e se ne andò, e Gionathan tornò in città.
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